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Dalla paura del sisma all’incubo: «E adesso noi dove andiamo?»

Dalla paura del sisma all’incubo: «E adesso noi dove andiamo?»

Il boato ha fatto temere un terremoto o un’esplosione poi il timore di perdere per sempre la propria abitazione

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Prima la paura di trovarsi nel mezzo di una nuova, terribile scossa di terremoto, poi la corsa in strada per mettersi al sicuro con i propri cari. E, infine, una drammatica realtà: la propria casa non si può più abitare, per ora. E forse nemmeno per il futuro.

Un dramma con la quale si sono trovati a convivere le 22 persone, tra cui 4 bambini, appartenenti a 7 nuclei familiari che abitano la palazzina sulla quale si è schiantata la Fiat Stilo, condotta dalla donna cubana ieri mattina sulla Nonantolana.

La maggioranza dei residenti si trovava in casa, era a letto è si è svegliata di soprassalto. «Eravamo in camera io e mio marito Filippo Maurici -racconta la signora Immacolata Arena - Ci siamo spaventati. Subito abbiamo pensato al terremoto, poi ad un’esplosione di gas. Siamo scesi e abbiamo visto la macchina, con quella signora. Sono stata io a chiamare la Polizia Stradale. Sembrava una cosa di poco conto. Invece quando sono arrivati gli agenti e i vigili del fuoco ci hanno detto che ora rischiamo di perdere la casa...»

E qui il pensiero si sposta al futuro. E alle sue incognite. «Ma noi come facciamo? Dove andiamo? Tra l’altro mio marito ha anche dei problemi di salute e queste non sono certo preoccupazioni che aiutano - chiede e si chiede visibilmente preoccupata la signora Arena - Per qualche giorno possiamo trovare alloggio presso i familiari. Ma dopo? Come faremo? Tra l’altro noi abbiamo appena finito di pagare la ristrutturazione dell’appartamento.. Investendo i nostri risparmi...»

Preoccupazioni che si ritrovano nei volti e nei racconti degli altri inquilini. La paura per il boato provocato dall’auto è stata subito soppiantata dai timori per il futuro.

«Che paura abbiamo avuto... Ci hanno detto che ci vorranno almeno 15 giorni prima di poter ritornare dentro la casa - racconta Samir Taous che vive in un appartamento nella palazzina di via Nonantolana 28 con la moglie che è in attesa di un bambino e un altro figlio - Per qualche giorno pare ci aiuterà il Comune. Ma dopo? Non so come potremo fare. Speriamo che qualcuno ci aiuti... Questa mattina siamo stati svegliati dal rumore provocato dall’auto quando si è schiantata contro la casa. Non avremmo mai pensato una cosa del genere...»

Poco distante la signora Ludmilla Mirchuk che con il compagno Astorre De Santis vive in un appartamento acquistato appena 4 anni fa. «Oggi avevamo deciso di uscire a festeggiare il San Valentino - racconta - Invece ci ritroviamo a fare i conti con questo incidente. Ora speriamo bene di riuscire a ritornare nella nostra casa». Erbilge Irfan ha una famiglia di 4 persone: «Da 5 mesi non ho un lavoro, qui vivo con la mia famiglia. Pensare di dover trovare una sistemazione nel giro di pochi giorni non è certo un problema di facile soluzione. Speriamo che il Comune ci dia una mano. Almeno per i primi giorni».

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