Gazzetta di Modena

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Davide ha abbracciato la famiglia di Primo

di Enrico Vincenzi
Davide ha abbracciato la famiglia di Primo

Fiorano. Cerimonia col giovane che ha riscoperto la storia del soldato grazie a foto in un mercatino

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FIORANO. «È un'emozione. Non mi sarei mai aspettata di arrivare, un giorno, ed imparare di mio zio». Sono le parole di Romana Guidetti, il cui zio materno, l'alpino Primo Bagni, è stato ricordato ieri mattina dopo le celebrazioni in memoria dei caduti nell'eccidio nel 15 febbraio 1943. A far rivivere il ricordo di Primo Bagni è stato Davide Trabucco, ragazzo modenese che, venuto in possesso delle sue foto risalenti alla Seconda Guerra Mondiale, nel corso di un anno e mezzo ne ha ricostruito la storia, dalla chiamata alle armi sul fronte francese alle operazioni sul fronte greco albanese fino alla spedizione in Russia, dove morì in un campo di prigionia il 22 aprile 1943. «Fino adesso le uniche testimonianze che abbiamo avuto sono quelle della nonna, la sorella di Primo - racconta Maria Cristina Vivi, figlia di Romana e pronipote dell'alpino - Noi avevamo soltanto questo lontano ricordo della nonna che diceva queste cose. Sapere che c'è qualcuno che ha fatto una ricerca di questo tipo ci inorgoglisce». Durante il periodo delle ricerche, infatti, Davide non ha mai avuto occasione di incontrare le discendenti di Primo Bagni. «Incontrarle è un'emozione molto forte - dichiara - perché ho passato un anno e mezzo immerso in questa ricerca e non passava giorno in cui non facessi un pensiero a Primo. Purtroppo non ho mai avuto i mezzi per potermi mettere in contatto prima, ma avere qua i suoi parenti è un'emozione fortissima, perché almeno vuol dire che il lavoro che ho fatto l'ho fatto per qualcuno». Qualcuno che, purtroppo, lo zio non ha mai potuto conoscerlo: «Io sono nata nel '42 - racconta Romana - Lui disse: "Devo partire, però vengo a casa e ti vengo a battezzare". Ma non è più tornato». Purtroppo Primo Bagni sarebbe morto l'anno dopo nel campo di prigionia 188 di Tambov, in Russia, insieme a migliaia di altri soldati: «Il luogo di sepoltura ci è stato confermato dopo tanto - dice Romana, che nella guerra ha perso anche la zia paterna, la partigiana Valentina Guidetti - Non siamo mai andati a trovarlo, anche se la nonna veniva tutti gli anni a Fiorano per questa messa qui». «Questa ricerca è stata veramente un colpo di fortuna - commenta Maria Cristina - ed è bello che ce ne sia venuto un ricordo». Ricordo cui Davide contribuirà ulteriormente restituendo alle due discendenti di Primo Bagni le foto che lo ritraggono: «Sono loro di diritto, io sono solo un tramite. Le ho trovate per caso, per caso sono inciampato in questa storia che mi ha colpito, ma le foto sono loro».

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