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Sassuolo. Gli spaccano mandibola durante partita giovanile

di Alfonso Scibona
Sassuolo. Gli spaccano mandibola durante partita giovanile

Dopo la rissa tra i genitori a Fiorano un altro gesto riprovevole su un campo Ragazzo della SanMichelese riceve gomitata a palla lontana. L’accusa del padre

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SASSUOLO. Ancora un gesto riprovevole in un campo di calcio. Questa volta siamo a Sassuolo, campionato Juniores, gara Sanmichelese-Castelvetro di qualche giorno fa. Durante la partita un giovane della Sanmichelese, F.P., 17enne, riporta la frattura scomposta della mandibola a causa della quale ha dovuto subire un intervento chirurgico al Policlinico di Modena. Non uno scontro di gioco, una gomitata in piena faccia a palla lontana, sfuggita all'arbitro ma non a tutti. Ecco il racconto e le considerazioni del padre del ragazzo.

«L'azione scorretta - ha detto L.P. - è sicuramente sfuggita all'arbitro ma non a chi avrebbe dovuto intervenire con un atto doveroso, civile, vorrei anche dire umano. Mio figlio, non ha individuato subito l'autore del vile gesto, anzi in un primo momento se l'era presa con un altro, un ragazzo di colore, poi, con la bocca sanguinante, è stato sostituito, è andato a fare la doccia, ha atteso la fine della gara, ha chiesto scusa all'arbitro per aver apostrofato, ingiustamente, con parole poco educate il ragazzo e solo dopo è stato possibile fare il punto della situazione. È seguito il ricovero al policlinico, l'operazione, sta bene e adesso siamo a casa».

È possibile che, a parte l'autore del gesto, nessuno abbia visto e sia intervenuto, né della Sanmichelese e nemmeno del Castelvetro?

«Sicuramente quelli del Castelvetro sanno e non fanno nulla - continua il padre del ragazzo - ma posso aggiungere che sono disgustato. Nessuno si è fatto vivo. Non mi aspettavo le scuse di chi aveva colpito mio figlio, perchè chi compie un gesto così vigliacco non ha sicuramente la dignità di fare un gesto civile a seguire. Mi aspettavo, invece, un segnale dalla società avversaria, prima di tutto da parte di coloro che erano in campo ma poi anche da parte della dirigenza. Il motivo? I primi non potevano non aver visto e saputo, la seconda per responsabilità oggettiva e morale e per dimostrare che questi gesti vengono condannati. Il silenzio è più grave del gesto e questo, voglio ribadirlo, fa male al calcio più della frattura scomposta ad una mandibola».

Per la cronaca finale la prognosi che è stata stilata dai medici a carico del giovane F.P. è la seguente: per trenta giorni alimentazione senza solidi, allenamenti sospesi e ritorno all'attività ufficiale non prima di novanta giorni. Resta l'amaro in bocca, quasi per iperbole. Si continua a parlare (anche nei giorni scorsi allo Sporting club con l'allenatore del Sassuolo Di Francesco ed il frate Padre Sebastiano Bernardini) di etica dello sport e poi in campo vengono inseguiti altri obiettivi, a tutti i costi, leciti e non...

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