Modena: «Il clima impazzito è un problema di economia»
Il ricercatore Gualdi ha incontrato 400 studenti del Sigonio: «Non è più solo una questione di etica»
MODENA. Quello del clima è diventato un argomento sempre più attuale, pressante, impossibile da ignorare. I ragazzi del Liceo Sigonio hanno deciso così di dedicare a questo tema un'assemblea, per comprendere cosa sta accadendo al nostro sistema climatico e ciò che potrebbe comportare.
E hanno invitato Silvio Gualdi, primo ricercatore presso l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e “Senior Scientist” al Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (Cmcc).
Le basi fondamentali, i metodi di ricerca ed i risultati ottenuti sono stati spiegati a più di 400 ragazzi, insieme a ciò che si è discusso alla conferenza internazionale di Parigi, cui Voci dal Branco come ricorderete ha dedicato una conferenza speciale, conversando con l’esperto modenese, Luca Lombroso.
Il dottor Gualdi ha espresso il valore della trasmissione di tali conoscenze ai giovani, perché «sono temi importanti sui quali è giusto che si cominci a ragionare fin dalle scuole».
Ne sono tutti consapevoli. Alla nostra domanda su come pensava si sarebbe risolto il dibattito, ha detto: «Ormai è maturata una consapevolezza, da parte di tutti, che il problema del cambiamento climatico non è solo un problema di etica, ma anche un economico. I cambiamenti climatici stanno già adesso producendo danni che hanno costi molto elevati per le nostre società, e questi danni saranno maggiori in futuro se i cambiamenti continueranno ad avvenire al tasso a cui stanno avvenendo adesso. È aumentata la consapevolezza del fatto che i costi dei danni associati ai cambiamenti climatici stanno diventando più alti dei costi che dovremmo sostenere per cercare di ridurli. Sta diventando, anche dal punto di vista economico, conveniente intraprendere delle iniziative per mitigare i cambiamenti climatici, e questa consapevolezza pesa fortemente nel far sì che probabilmente si arriverà ad un accordo».
Sensibilizzare. Gualdi ci ha inoltre parlato della nuova sensibilità sul tema che sta nascendo nei singoli cittadini. «Anche per le persone il discorso è simile. Il problema della sensibilizzazione passa attraverso la consapevolezza che, prima di tutto, è un problema di convenienza. È meglio per tutti vivere in una condizione in cui l’ambiente è più favorevole, in cui gli eventi estremi sono meno impattanti, soprattutto se le cose che possiamo fare in qualche modo riducono i danni che noi, anche singolarmente, subiamo a causa dei cambiamenti climatici. È nel momento in cui c’è questa consapevolezza che il costo che ognuno di noi deve pagare - anche un costo di attenzione, perché fare la raccolta differenziata non ci costa in termini economici - risulta minore del costo che dobbiamo pagare per far fronte alle conseguenze negative che possono derivare dai cambiamenti climatici».
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