Bocciato il referendum sul centro islamico
Castelfranco. I garanti hanno comunicato il verdetto. Amicucci: «Ci sono tanti errori, facciamo ricorso»
CASTELFRANCO. «I garanti hanno garantito che il referendum non si doveva fare», con questa battuta amara, Modesto Amicucci, presidente del comitato “Liberi di Scegliere” ha commentato la notifica comunicata dal pool di garanti tenuti a decidere sull’ammissibilità o meno del referendum, chiesto sulla quinta variante al Poc, che interessa direttamente la costruzione del centro culturale islamico.
«Ci hanno notificato che non poteva essere ammesso perché la quinta variante al Poc prevede anche vincoli espropriativi, che non possono formare oggetto di referendum - spiega Amicucci - sicuramente faremo ricorso perché i garanti hanno commesso diversi errori».
Amicucci va poi ad elencare quali sono questi errori: «Punto primo, il presidente del comitato dei garanti, così come previsto dallo statuto e dal regolamento, doveva essere il difensore civico regionale. Invece c’era un suo delegato. Punto secondo: non siamo stati convocati come invece è previsto dallo statuto. Avevamo la possibilità di cambiare il quesito stralciando la parte in cui si parlava di espropri, che in questo caso non è materia inerente a quanto da noi richiesto dato che è riguardante la frazione di Piumazzo. Punto terzo, la legge dice che una variante va approvata entro 120 giorni dalla sua adozione (che nel nostro caso risalirebbe al 23 dicembre del 2014) e se non viene adottata non produce effetti (quindi neanche riguardo i vincoli espropriativi). Punto quarto, sempre secondo la legge, dovevano dirci che potevamo fare ricorso, ma nel provvedimento questa cosa è stata omessa, non c’è scritto nulla a riguardo di questa possibilità».
Amicucci conclude con alcune considerazioni relative anche agli avvenimenti dei giorni scorsi e sulla polemica sulla nomina dei garanti: «Senza voler tornare a parlare dell’arroganza con cui il Pd ha voluto nominare il dottor Stracuzzi quale componente del comitato dei garanti (era stato candidato sindaco alle ultime elezioni comunali a Roccalumera, era stato segretario generale del comune di Castelfranco. Come poteva essere imparziale?) la cosa peggiore è che è stata calpestata la democrazia: un referendum che è la massima forma di partecipazione è stato maltrattato, neppure hanno voluto convocare il comitato proponente. Naturalmente faremo ricorso e non escludo che ci rivolgeremo anche al Tar. Stiamo valutando».
Maria Vittoria Melchioni
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