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Modena: bullismo, libro-denuncia scritto da nonna delusa

di Serena Arbizzi
Modena: bullismo, libro-denuncia scritto da nonna delusa

Il nipote costretto a cambiare istituto dopo un sopruso, di fatto lasciato solo «Dalla scuola al ministero: se ne sono lavati le mani mettendo i genitori contro»

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MODENA. Un libro per raccontare come la scuola non sia stata in grado di aiutare un bambino vittima di un atto di bullismo, la sua famiglia e anche le famiglie dei “bulletti” autori dei soprusi. È quello che ha deciso di scrivere la nonna di un bambino, di cui abbiamo raccontato nei mesi scorsi, tornato a casa da scuola con ciglia e sopracciglia tagliate dai compagni di classe. Anche il Ministero della Pubblica Istruzione si è interessato al caso. Il bimbo, a seguito di questi episodi di bullismo, ha riportato una serie di traumi ed è stato trasferito dalla scuola modenese che frequentava, in un altro istituto.

Come denuncia la nonna del bambino, tuttavia, l’attenzione del Ministero non è servita a nulla: anzi, l’ente ha stabilito che la situazione è stata esaminata correttamente dalla dirigenza scolastica. Non è stato fatto nulla, quindi, per difendere il piccolo, dice la nonna, tanto che l’unica alternativa è stata spostarlo. Sradicandolo da una classe in cui si era comunque inserito.

Da qui la decisione di raccontare tutto in un libro incentrato sull’episodio. «Scriverò un libro che uscirà a maggio. – racconta la nonna - Questo libro racconta un fatto reale trasformandolo in una storia inventata. Racconterò un presunto atto di bullismo fra bambini e come questa vicenda sia stata affrontata dal mondo adulto e dall'istituzione. Il mondo degli adulti che si è preoccupato fin da subito di dire "Non è stata colpa mia io non c'entro niente non ho fatto niente"».

Un racconto che partendo dalle prime persone direttamente coinvolte nel fatto arriverà fino alle istituzione più alta, il Ministero. E non macheranno i riferimenti ai “presunti tentativi di pacificazione tra le parti risoltisi in una sorta di match tra gentori arrabbiati e minacciosi.

«L'istituzione ha chiuso il caso a suon di carte bollate e di verbali, dicendo: noi siamo a posto cosi. - prosegue la nonna - Loro non vogliono parlarsi, arrivederci. Peccato che il primo incontro fra i genitori coinvolti sia stato organizzato tre mesi, dico tre mesi dopo il fatto. E incontrarsi per la prima volta dopo tre mesi senza nessuna opera di mediazione non è di buon auspicio. Peccato siano rimasti un bimbo a disagio con incubi notturni, e altri bimbi, colpevoli o innocenti non importa, altrettanto a disagio. Genitori in difficoltà messi uno contro l'altro senza, lo ripeto, nessuna opera di mediazione».

La nonna rileva anche come nessun esperto, psicoterapeuta o chi per esso sia stato chiamato ad affrontare in modo competente una situazione cosi delicata, trattandosi di bambini di 10 anni. «Noi come famiglia ci siamo preoccupati di portare uno psicoterapeuta per incontrare gli altri genitori, che ha seguito il bimbo fin dall'inizio della vicenda e poteva offrire il suo apporto professionale a questo difficile incontro. Ma giunti in Provveditorato per partecipare al difficile e tardivo incontro, lo psicoterapeuta è stato messo alla porta». Da qui l’amara considerazione: «a cosa educa la scuola, mi chiedo oggi dopo questa vicenda. - si chiede - Quando è accaduto il fatto i maestri sono stati subito informati. Reazione del primo insegnante? No, no, assolutamente, non è possibile, io non ho visto niente e quindi non è successo niente. Il secondo insegnante? – prosegue la nonna - No no, è stato lui da solo anzi se l'è fatto a casa. La dirigenza? No, no, abbiamo appurato che è stato il bimbo da solo. E il bimbo non è stato ascoltato, mai, da nessuno». Il bimbo si è separato dalla classe senza un saluto, ha perso gli amici perchè le famiglie hanno "isolato" il caso e si sono riunite nel colpevolizzare lui per non dare responsabilità ad altri. «Dal Ministero mi dicono per telefono che anche per loro il caso è chiuso perchè non possiamo obbligare la gente a far la pace se non vuole».

Da qui la decisione di raccontare tutto in un libro che uscirà in maggio: "Solo di fronte al mondo." «Il libro però avrà un lieto fine. I bimbi coinvolti si incontreranno, faranno pace e creeranno insieme un centro d'ascolto per il bullismo. Trasformandosi in eroi, rendendo le famiglie orgogliosi di loro» .

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