Modena: posta a giorni alterni, parte la rivoluzione: «Ma sarà solo il caos»
Da lunedì aree riorganizzate e con servizio discontinuo Il sindacato Ugl scrive all’ad: «Leggerezza insostenibile»
MODENA. La posta verrà recapitata un giorno sì e l’altro no. A cristallizzare una situazione che in molte realtà è ormai una discussa consuetudine, arriva un provvedimento di Poste Italiane che entrerà in vigore per la maggior parte della nostra provincia da lunedì 22.
Provvedimento già adottato in chiave sperimentale in alcuni Comuni, come Formigine (tra l’altro colpito di recente da delicatissimi accertamenti e conseguenti trasferimenti), senza per la verità che sia stata percepita una adeguata pubblicità al cambiamento.
Cambiamento epocale, con il quale Poste italiane subisce la trasformazione del mercato delle comunicazioni, sempre più affidate a forme diverse e meno burocratizzate, e tenta di far fronte ad una coperta corta, con carenze di personale che, negli uffici, si traducono in file interminabili più volte denunciate dai cittadini.
In sostanza, il postino non suonerà due volte, non suonerà neppure una volta. Suonerà se va bene un giorno sì e l’altro no. Ovviamente fanno eccezione quei servizi che non possono non essere giornalieri: si pensi al recapito dei quotidiani, o alle raccomandate, o a quei prodotti che, tra supplementi e tasse aggiuntive, costano troppo per restare deliberatamente fermi in deposito.
Ad occuparsi di questi prodotti saranno i cosiddetti “postini plus”, una squadra che verrà fatta ruotare nelle sei macro aree che vengono ridefinite, ad esempio con l’accorpamento di Nonantola a Modena Est.
Questa rivoluzione che Poste italiane intenderà presumibilmente annunciare come decisiva ai fini dell’efficienza, viene invece stangata da sigle sindacali, per i quali si va incontro al disastro.
Francesco Acuri, segretario regionale della Ugl comunicazioni, ha scritto una “lettera aperta" all’amministratore delegato di Poste Italiane, Ing. Francesco Caio.
Vengono evidenziate e ribadite le ragioni, già illustrate in precedenti comunicazioni, «per le quali riteniamo il nuovo assetto viziato da “insostenibile leggerezza”, essendo il medesimo fondato,su falsi presupposti di fatto e la totale mancanza di conoscenza del concreto funzionamento dei servizi di distribuzione della corrispondenza», attacca arcuri.
«Poiché siamo fortemente interessati al mantenimento dei posti di lavoro e alla produzione di servizi di qualità alla clientela - rincara l’Ugl - abbiamo pensato di lanciare una sfida all’Amministratore Delegato : e cioè di essere in grado di costruire, a costo zero, una rimodulazione del Servizio in argomento, meno costosa, maggiormente efficiente ed efficace. Il tutto attingendo dall’esperienza e dall'intelligenza collettiva dei portalettere e dei capi squadra. Insomma, la nostra idea è quella di formulare una proposta di cambiamento organizzativo che parta dal basso e da coloro che ne sono i primi attori».
Giunti a questo punto, mancano 5 giorni all’ora stabilita, che questo appello possa bastare lo si vedrà presto, così come sulla qualità di questa riforma piuttosto... in sordina.(ase)
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