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Processo Aemilia, le minoranze: «Fateci parlare con il legale di parte civile»

Processo Aemilia, le minoranze: «Fateci parlare con il legale di parte civile»

Le minoranze dopo il pasticcio della Bassa, e nella delibera di S.Felice “copiature” e “disguidi” sui boss

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«L’avvocato difensore e i responsabili comunali degli affari legali riferiscano in Commissione in merito alla strategia e alle azioni che intraprenderanno»

È questa la richiesta che i consiglieri Lorenza Borsari (San Felice), Antonio Platis (Mirandola) e Flavio Viani (Concordia) hanno depositato alle rispettive Amministrazioni. Il centrodestra ha chiesto, infatti, la convocazione congiunta delle Commissioni Controllo e Garanzia dei tre comuni e dell’Unione Area Nord.

«Si tratta – spiegano – di un passaggio doveroso per comprendere esattamente come si intenda procedere nella costituzione parte civile al processo Aemilia. Le bugie raccontate da Silvestri sulla sua costituzione e le mezze verità del sen. Vaccari hanno le gambe corte. Hanno sbagliato, e oggi devono dare un nuovo incarico ad un legale per fare quello che non hanno fatto prima».

L’opposizione annuncia che rinuncerà al gettone di presenza della Commissione per evitare argomenti contrari alla riunione. Con una lettera indirizzata ai rispettivi Revisori dei Conti, si chiede poi parere sulla condotta degli enti locali. «La tardiva costituzione a parte civile – affermano Borsari, Platis e Viani – comporterà un presunto danno erariale, visto che gli imputati usciti dal processo con rito abbreviato non saranno perseguibili. Chiediamo ai revisori, visto che altri Comuni hanno già ottenuto diversi sequestri preventivi, se e a quanto potrebbe ammontare il danno economico per le casse pubbliche».

Intanto è stata resa pubblica la delibera con cui il Comune di San Felice, l’ultimo della Bassa, decide finalmente di costituirsi parte civile al dibattimento. Per chi conosce gli atti, la delibera consta di due parti. Una prima che sembra “copincollata” dall’ordinanza del 4 dicembre che ammetteva le altre parti civili (la notizia buona è che almeno qualcuno stavolta l’ha letta). Le frasi infatti sono dientiche.

La seconda contiene purtroppo un’altra grave imprecisione, forse ritenuta necessaria per rintuzzare le polemiche e assicurare che nulla sia compromesso nel costituirsi al dibattimento e non invece quando era meglio, cioè all’udienza preliminare. Recita l’atto del Comune con riferimento all’associazione mafiosa contro cui ci si vuol costituire: «... alcuni imputati hanno ottenuto il “rito abbreviato”, fermo restando che tutte le persone con i più gravi capi di accusa andranno comunque a processo...».

La verità è che quegli alcuni che non saranno al dibattimento sono 71 (oltre ad altri 19 che patteggiano) e ci sono tutti i boss accusati di associazione mafiosa (tranne uno). Scriveva l’agenzia Ansa del 21 dicembre: «Il “grosso” della partita contro l'organizzazione 'ndranghetistica si giocherà ancora nell’aula speciale della Fiera di Bologna: tra i 71 imputati che hanno chiesto il rito abbreviato - che prevede la riduzione di un terzo dell’eventuale pena - ci sono infatti quasi tutti i capi del sodalizio, come Nicolino Sarcone o Alfonso Diletto, al 41bis, c'è Nicolino Grande Aracri, ritenuto il leader della Cosca... Ci sono inoltre i politici accusati di essere concorrenti esterni, ... o la consulente fiscale Tattini». Il contrario di ciò che scrivono a S. Felice. (ase)

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