Gazzetta di Modena

Modena

S. Felice, Augusto Bianchini è tornato in libertà

S. Felice, Augusto Bianchini è tornato in libertà

Revocati i domiciliari, domenica la prima apparizione in piazza al bar Castello, l’incontro e il saluto con gli amici e con il sindaco Alberto Silvestri per i saluti di circostanza

2 MINUTI DI LETTURA





SAN FELICE. Ad un anno dall’arresto, nel corso dell’operazione antimafia più importante della storia dell’Emilia Romagna, l’imprenditore Augusto Bianchini è tornato di fatto libero.

La magistratura gli ha infatti ulteriormente ridimensionato la misura cautelare, revocando gli arresti domiciliari e concedendogli la possibilità di uscire di casa. Unica rilevante prescrizione quella di presentarsi una volta al giorno nella caserma dei carabinieri di San Felice, per dare corso al cosiddetto “obbligo di firma”, strumento giuridico ritenuto idoneo ad evitare l’ipotesi di un allontanamento.

Bianchini, appena ricevuta la notifica del provvedimento, ha così potuto lasciare la casa di via degli Estensi, in centro a Rivara.

La stessa teatro dell’operazione che all’alba di un anno fa - era il 28 gennaio 2015 - concentrò sul paese gli elicotteri e le auto dei carabinieri, che eseguivano l’ordinanza di custodia cautelare del Gip Ziroldi e le contestuali perquisizioni, oltre alla notifica di misure cautelari domiciliari per la moglie Bruna Braga e per il figlio Alessandro.

In questi mesi, dal 28 ottobre quando si è aperta a Bologna l’udienza preliminare sul processo Aemilia, Bianchini non ha mai smesso di presenziare. Una occasione per ascoltare la dinamica del processo, ma anche per uscire un po’ dall’isolamento domestico.

QUATTRO PASSI IN LIBERTA'.  E ora, libero, l’imprenditore si concede qualche giro in bici o due passi in centro storico.

Così, secondo una abitudine ultradecennale, domenica mattina si è recato in centro a San Felice, all’incrocio tra via Campi e Via Mazzini, dove ai bei tempi era solito incontrare gli amici e anche gli amministratori comunali con i quali ha condiviso per anni quei momenti di comunità. E poichè a San Felice domenica pioveva, Augusto si è recato al bar Castello, storico punto di ritrovo della compagnia. Si ricorderà quella famosa foto scattata poco prima delle ultime elezioni comunali, che lo ritraeva ad un tavolo del bar, intento in una conversazione con un assessore della giunta di centrosinistra e un candidato della lista di centrodestra.

E al bar Castello domenica Bianchini è stato accolto anche tra sorrisi e solidarietà dagli amici di sempre, come Pietro e Mauro, con i quali si è trattenuto in conversazione, per ritrovare un po’ della serenità perduta. Come tradizione, è arrivato anche il sindaco Alberto Silvestri, che si è unito al gruppo (c’era anche un dipendente comunale) per i saluti di circostanza. Bianchini è apparso molto provato, dagli anni che passano e dalla vicenda che lo ha coinvolto, rispetto alla quale lui ha sempre proclamato ogni estraneità. Il 23 marzo sarà a Reggio Emilia, al dibattimento dopo il rinvio a giudizio, tra l’altro per concorso esterno in associazione mafiosa, e ovviamente per cercare di uscirne assolto.

Alberto Setti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google