Gazzetta di Modena

Modena

Bruna Montorsi, storia di una maestra che insegna la vita

di Laura Solieri
Bruna Montorsi, storia di una maestra che insegna la vita

Con Bambini nel Deserto è impegnata in Burkina Faso: «Mi sento a casa, hanno tanta voglia di democrazia»

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CASTELNUOVO. «Sono nata a Castelnuovo Rangone, dove tuttora abito, in una grande famiglia, povera e generosa. Io e i miei nove fratelli siamo tutti impegnati a vario titolo nel mondo del volontariato: chi a Porta Aperta, chi in parrocchia, chi all'associazione Angela Serra o con persone con disabilità e io con l’ong Bambini nel Deserto».

Bruna Montorsi è appena tornata a Modena dal Burkina Faso dove ha trascorso gli ultimi sei mesi e dove tornerà a luglio per portare avanti vari progetti educativi tra cui un progetto sperimentale di lettura e scrittura per bambini di prima e seconda elementare all'interno del quale, per Bambini nel Deserto, sta seguendo la costruzione di una scuola materna in un villaggio rurale.

«Dal colpo di stato all’attentato terroristico non ci siamo fatti mancare nulla in questi mesi ma la paura e la tensione causate da questi eventi vengono attenuate dalla vicinanza a questo popolo, a questa gente che si sta costruendo un suo percorso di democrazia in maniera molto autodeterminata e questo mi dà speranza - commenta Bruna - Questo fa capire anche alle popolazioni limitrofe che non c’è bisogno di fare la guerra tra poveri con le armi dei ricchi, una testimonianza che davvero potrebbe cambiare molte cose».

Bruna, una carriera di maestra, prima alle Rodari poi alle scuole elementari di San Vito di Spilamberto, è in pensione dal 2015 anche se non se ne è ancora accorta: «Ho appena messo piede a Modena e ho già le settimane piene di appuntamenti, tra le Officine della Solidarietà appena concluse, le attività con la Rete delle associazioni di cooperazione internazionale e gli incontri di narrazione orale che porto avanti con un gruppo di insegnanti e di persone che lavorano nel teatro in collaborazione con Memo, sia nelle scuole che con donne straniere».

E non è finita qui, perché Bruna tiene nelle scuole di Modena e provincia, sempre a titolo volontario, anche interessanti laboratori di educazione alla cittadinanza mondiale oltre a fare con passione la “cantante” nel gruppo femminile di canto sociale “Le cence allegre” che ripropone o riscrive i canti popolari adattandoli alla realtà attuale.

«La mia esperienza di volontaria è sempre andata di pari passo con quella di insegnante. Tutto cominciò quando nel 1983 mi recai in Tanzania dove mia sorella lavora in una missione e nelle scuole dove sono stata ad insegnare ho intrapreso un percorso di intercultura e solidarietà che ha segnato la mia impostazione. Le esperienze che ho cercato di fare in modo continuativo sono quelle con Bambini nel Deserto, ong di tipo laico, a cui collaboro da 12 anni e nella quale sono responsabile del settore educativo. Ho sempre preferito non legare il tema della solidarietà a quello della religione, in quanto si tratta di un tema molto più ampio secondo me. In questi anni, ho cercato di collegare le mie esperienze nel campo dell'educazione in Burkina Faso con quelle portate avanti nella mia città, Modena, favorendo tra i miei alunni gemellaggi, scambi di disegni, fiabe e racconti. Ultimamente sono molto impegnata anche nel settore dello sviluppo economico in collaborazione con le donne di quel territorio con particolare riferimento al microcredito rivolto alle cooperative femminili. In Burkina Faso mi sento a casa - conclude Bruna - anche se dopo sei mesi, sono tornata con uno sguardo più disincantato e critico di quando mi recavo là solamente per un mese e mezzo. Io e miei fratelli dobbiamo tanto ai miei genitori che ci hanno cresciuto insegnandoci la solidarietà: casa mia è sempre stata piena di persone, di altri bambini oltre noi, perché c’era sempre posto per tutti».

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