Da Entrà a Finale: i piatti di una volta per sentirsi a casa
Cucina tradizionale rispettosa della stagionalità E una carta dei vini che propone 400 etichette
C’era una volta la rezdora, l’angelo del focolare intorno al quale ruotava la vita domestica che aveva il suo centro nella buona tavola: un luogo dove ci si ritrovava per trovare ristoro in tutti i sensi, soprattutto davanti a un buon piatto di cibo della tradizione. La stessa atmosfera di allora, oggi, è custodita gelosamente alla Trattoria Entrà di Finale, nata proprio grazie alla maestria in cucina che una rezdora provetta ha allenato tra le pareti domestiche. «La nostra famiglia è arrivata qui nel 1969: mia madre Agnese Calzolari era la rezdora, che metteva in pratica quello aveva imparato a fare in casa - racconta Antonio Previdi, titolare di Entrè - da subito, quindi, le ricette proposte sono state quelle di una cucina domestica, di una famiglia di quattro figli dove tutti dovevano sapere preparare i piatti della tradizione. Mio padre faceva il commerciante di foraggi, e portava a casa materie prime di indiscussa qualità: era assurdo parlare di chilometro zero, perché magari il luogo di provenienza era più lontano, ma la scelta era indubbiamente ottima. Adesso la rezdora è mia sorella Elvira e io sono l’oste. I piatti sono quelli della cucina tradizionale non rivisitata, - sottolinea volutamente Antonio - nelle forme, nei contenuti e nelle presentazioni. Si tratta di una scelta minimalista maturata involontariamente nel tempo. Abbiamo cercato di fare sempre meglio quanto sappiamo fare. E faccio mia la battuta bellissima di un noto critico gastronomico che ha definito la cucina moderna tanto appariscente quanto confusa. Noi facciamo piatti con pochi ingredienti, il minimo indispensabile e la semplicità è all’ordine del giorno».
Per quanto riguarda le proposte del ristorante, scorrendo il menù della Trattoria Entrà, i primi piatti sono principalmente fatti con la sfoglia. «E questo è un legame con la nostra storia, quando, una volta, occorrevano le proteine delle uova per legare l’impasto e dare vita alla pasta all’uovo, sempre fatta a mano. Ora è mia sorella a farlo, prima era mia mamma. - prosegue Previdi - Il menù cambia a seconda della stagionalità fra tortellini in brodo e tortelli di ricotta, ad esempio».
Un altro tratto distintivo, a Entrà, è la carta dei vini. «Prima, per noi, il vino era una passione, adesso è una malattia. - continua l’oste - La nostra carta dei vini ospita circa 400 etichette, con tantissima attenzione al territorio, ai lambruschi, dalle piccole produzioni a quelle più antiche della nostra provincia, spaziando per regioni italiane più importanti, come Piemonte, Toscana e Veneto e dando anche Tanta attenzione alla Francia, con Borgogna, Champagne e Rodano».
Galletto alla cacciatora. Ingredienti per 4 persone. Prendere un galletto di circa 1 chilo e mezzo, tagliarlo in circa 10 pezzetti, preparare una casseruola, aggiungere un filo d’olio extravergine, sale pepe quanto basta, un’abbondante trito di pomodori freschi e cipolla, e mettere tutto a cuocere a fuoco lento per circa due ore. Il piatto alla Trattoria Entrà è accompagnato da una polenta fresca. Ingredienti per la polenta: circa 400 grammi di farina gialla solitamente miscelata tra fine e bramata, 2 litri e mezzo d’acqua, a seconda di quanto la si vuole fare liquida, e sale, senza aggiunta di altro.
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