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Ferioli: «Non è una commissione»

Ferioli: «Non è una commissione»

Dopo la nomina del prefetto dei 3 vigilatori: «Scelta condivisa, qui non c’è mafia»

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FINALE. Come previsto, sono di opposto tenore le reazioni al documento con cui il prefetto mette nuovamente sotto tutela il Comune di Finale. Dopo che il documento è stato letto l’altra sera in Consiglio comunale, il sindaco Fernando Ferioli ribadisce la piena legittimità del suo operato, esclude che si possa parlare di una “commissione” che vigilerà sul Comune e ribadisce che il provvedimento del ministro Alfano ha escluso che in municipio a Finale ci sia stata una infiltrazione mafiosa.

Replicando a quanto riportato ieri, ovvero alla circostanza il consigliere comunale di opposizione Maurzio Poletti ha letto con toni forti il provvedimento della prefettura, Ferioli spiega: «Prima ancora, sono stato io che, nell’ambito delle comunicazioni del sindaco previste dall'ordine del giorno della seduta, ho dato lettura dei documenti che ci sono stati trasmessi dal Ministro e dal Prefetto».

Sulla nomina di due viceprefetti ed un esperto contabile della prefettura chiamati a vigilare sul Comune, Ferioli aggiunge: «Nessuno ha messo sotto tutela la nostra Amministrazione, non esiste una commissione né qui, né in Prefettura. Il monitoraggio di cui si parla nel documento del Prefetto è frutto di un accordo di collaborazione che vedrà un’equipe di tre esperti supportare il nostro segretario comunale nella valutazione degli atti che sono elaborati dalla nostra amministrazione, in particolare quelli che riguardano il percorso della ricostruzione».

Ferioli spiega alla Gazzetta che i tre funzionari non opereranno a Finale ma periodicamente il segretario comunale Natalia Magaldi si recherà in prefettura, a relazionare sulla situazione e sul rispetto delle rigorose prescrizioni arrivate dal ministero per scongiurare il rischio di infiltrazioni.

«Un monitoraggio - sostiene Ferioli - che si affianca al lavoro di verifica degli atti amministrativi, già iniziato da tempo per nostra volontà, grazie alla collaborazione di alcuni professionisti che ci supportano negli aspetti legali. Noi non siamo contrari, anzi questa collaborazione non potrà che ottimizzare ulteriormente il servizio ai cittadini».

Ferioli poi ricorda che alcune delle prescrizioni sono già state eseguite, come la pubblicazione all’albo pretorio di tutti gli atti “imboscati” in questi anni (sono state pubblicate delibere anche di 3-4 anni fa), così come la sistemazione della questione stazioni appaltanti.

«Abbiamo anche definito l’albo ufficiale dei fornitori, quello che c’era prima ho scoperto che era solo informale», spiega il sindaco.

Si ricorderà che in tempi post-amianto e pre Aemilia il consiglio comunale aveva votato (anche consiglieri della attuale minoranza) contro la esclusione della ditta Bianchini da quell’albo che oggi si apprende essere stato informale.

«Ribadisco - conclude Ferioli, ricordando di avere condiviso col prefetto la scelta - Non esiste nessuna commissione e nessuna tutela, ma lo sviluppo di un percorso di collaborazione tra amministrazione comunale e Prefettura». (a.setti)

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