Gazzetta di Modena

Modena

Fabrizio Castori, un maestro di calcio e di vita

di Enrico Ballotti
Fabrizio Castori, allenatore del Carpi
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Fabrizio Castori, allenatore del Carpi

Il tecnnico del Carpi si rivolge ai giovani calciatori di Golden Boys: "I valori non hanno categoria" e "Divertitevi nel rispetto delle regole"

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MODENA. In serie A ci sono venti squadre e venti ambite panchine. Altrettanti, dunque, sono gli allenatori che hanno raggiunto questo livello grazie ad una gavetta più o meno accentuata. Fabrizio Castori, tecnico del Carpi, è tra quelli che di strada, prima di arrivare al massimo del nostro calcio, ne ha fatta davvero tanta. Terza, Seconda, Prima categoria, poi la Promozione e via fino alla vittoria della serie B dello scorso anno. Nel mezzo anche una breve parentesi nel settore giovanile del “suo” Tolentino.E così non è certo l’esperienza a fare difetto all’allenatore marchigiano che può permettersi di dare qualche consiglio ai giovani calciatori, ai mister dei vivai nostrani e, perché no, anche ai genitori.

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I BABY CALCIATORI

La priorità è ovviamente ai baby-calciatori che ogni fine settimana invadono i campi di provincia. Castori, in questo senso, non ha alcun dubbio su quella che deve essere la priorità: «L’importante è divertirsi, anzi divertirsi sta alla base di tutto. Capisco che in questo periodo non è facile appassionarsi al calcio, i ragazzi hanno infatti tanti giochi e tante attrazioni. Ai miei tempi, invece, c’era solo il pallone». Nel conto, poi, finisce anche il sogno.

Quello che spinge i più giovani ad allenarsi per diventare un giorno calciatori professionisti: «L’aspetto ludico, però, è fondamentale e come dicevo deve arrivare prima di tutto. Caricare il bambino o il ragazzo di troppe pressioni è solo controproducente. Detto questo, però, ci devono essere delle regole perché il calcio deve essere anche palestra di vita. Il nostro è uno sport di squadra e per questo è necessario il rispetto per il gruppo e dunque per i compagni di squadra».

GLI ALLENATORI

Già, rispetto delle regole. Il capitolo dedicato agli allenatori è quasi una conseguenza. Soprattutto in questo senso i consigli del mister del Carpi possono essere assai preziosi: «Dico solamente che i valori non hanno categoria e per questo il ruolo dei tecnici del settore giovanile diventa di primo piano. Certo ci vogliono figure preparate che sappiano insegnare calcio ai giovani, ma anche educatori. Importante, credo, sia trasmettere i valori dello sport che vanno ben oltre il risultato. Non tutti sono campioni, anzi. Ma tutti grazie al calcio possono mettere nel proprio baglio insegnamenti che poi si potranno rivelare utili anche fuori dal campo. Per chiudere, e qui il discorso si ripete, la passione. Aspetto come dicevo determinate».

I GENITORI

Dagli allenatori ai genitori il passo è breve. «Ognuno ha un ruolo preciso: i giocatori, i mister, le mamma e i papi. Tutti credo debbano rispettarlo e non invadere i campi altrui. Come del resto accade nella vita di tutti i giorni quando i ragazzi si confrontano con gli insegnati. Ecco, i tecnici dei settori giovanili sono una figura in più con la quale i giovani si devono rapportare». E poi ci sono quegli isterismi che troppo spesso si notano ai bordi dei campi da calcio: «Creare pressioni e false illusioni a giovani calciatori è sbagliato a prescindere che siano prodotte da genitori o allenatori. Prima di tutto deve venire il gioco e la voglia di divertirsi ogni fine settimana. Poi, per diventare calciatori professionisti, ci vogliono delle caratteristiche precise che non tutti possono avere nelle proprie corde».

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