Il terzo settore e la lotta alla mafia
Scuola, associazioni e istituzioni a confronto. Musti: «Ci si sente traditi due volte»
«Oggi siamo qui per parlare del significativo progetto che ha visto coinvolti 170 studenti delle 8 classi del triennio del nostro istituto, in un percorso scuolo-lavoro all’interno di diverse realtà del terzo settore. Il report dei ragazzi è stato molto positivo, in quanto si sono potuti rendere conto di persona, di quanto questo mondo, quello delle associazioni di volontariato e delle cooperative sociali, sia non solo una realtà economica a tutti gli effetti, ma una realtà ancora ricca di valori e di persone che fanno del bene. Ma vuol essere anche un incontro di riflessione, su come attualmente il problema delle infiltrazioni mafiose sia qualcosa da cui purtroppo questo ambito non è esente». Sono le parole di Giovanna Morini, dirigente scolastica del Liceo Muratori, ad introdurre la conferenza che si è tenuta ieri nell’Aula Magna dell’Istituto dal titolo “Il caso Mafia Capitale-Il mondo del Terzo Settore ai confini della legalità”. Molti i rappresentanti delle istituzioni presenti, così come diversi gli esponenti del Terzo Settore. «Sono 300 mila le associazioni no profit presenti oggi nel nostro paese – afferma Albano Dugoni, portavoce del Forum Terzo Settore - un insieme di persone che operano per fornire beni e servizi agli altri, e ai cui vertici troviamo anche molte donne, che insieme ai giovani sono un importante investimento per il futuro. Un futuro purtroppo minato dalla presenza di associazioni di dubbia origine, in cui il sospetto dell’infiltrazione mafiosa è elevato. E’ contro queste che dobbiamo combattere affinchè non compromettano il nostro lavoro». In che modo è possibile farlo, l’ha spiegato Arturo Nora, presidente del Consorzio di Solidarietà Sociale di Modena: «Sono state raccolte 100 mila firme per una proposta di legge arrivata in Parlamento contro le cooperative spurie. L’obiettivo è quello dell’esclusione dall’albo delle cooperative, di tutte quelle realtà che non si adeguano ai principi di trasparenza e legalità. Perché così operando minano non solo l’intero settore, ma anche la fiducia che i cittadini ripongono in esso«.
«Il compito della giustizia è quello di contrastare l’infiltrazione mafiosa, che insinuandosi nel mondo degli affari, colpisce servendosi della corruzione e dell’omertà anche il mondo dell’associazionismo e delle cooperative sociali», conclude Lucia Musti, Procuratore Capo di Modena - Succede, e su questi terreni ci sentiamo traditi due volte, da chi si nasconde dietro un contesto onesto».
Valentina Corsini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
