Modena, stazione sotto assedio e cresce la protesta
Richieste a raffica contro crimini di strada, prostituzione e accattonaggio. Il comandante dei vigili si difende: «Noi facciamo i controlli»
MODENA. Prostituzione, accattonaggio, degrado in genere.
È lungo l’elenco di richieste presentate dai residenti del centro storico. Per difendere l’immagine del centro c’è già chi pensa a una manifestazione di protesta. Lunedì sera la sede comunale di piazzale Redecocca ha ospitato un incontro sulla sicurezza nel Quartiere 1.
«In viale Crispi ci sono persone costrette a vendere gli appartamenti - ha denunciato una storica residente - e ad andarsene. A settantadue anni non lo posso fare: voglio essere sicura in casa mia. Ci sono prostitute alla mattina alla sera. Prima se ne contavano otto, ora sono dodici. Stanno in gruppetti, appena vedono le macchine degli agenti suonano ai portoni. Sto organizzando un sit-in sotto i portici. Vediamo se ci lasciano lo spazio».
Diverse le voci favorevoli, almeno in linea di principio, a un’iniziativa del genere. «Le prostitute che prima stavano in viale Monte Kosica - è stato ripreso in un altro intervento - si sono spostate in viale Crispi. Non è che appena le attività all’ex Manifattura Tabacchi cesseranno loro torneranno lì?»
Qualcuno ha anche domandato se si possono adottare situazioni diverse. Come segnalare le targhe dei clienti o “beccarle” tramite la videosorveglianza. La risposta di Franco Chiari è stata articolata. Il comandante della polizia municipale è partito da un fatto: la prostituzione non è di per sé reato in Italia. «Ci sono prostitute che abbiamo identificato decine di volte - ha garantito Chiari - talvolta con generalità diverse. Scoraggiamento la clientela, facciamo un lavoro di deterrenza, ma più di questo non possiamo fare. Dobbiamo accertare vi sia uno sfruttamento. Il sistema di videosorveglianza ha funzionalità di sicurezza che non comprendono la lettura delle targhe, se non in casi particolari. Abbiamo fatto sanzioni ai clienti delle prostitute quando contrattano con i clienti in strada. Fate le segnalazioni. Ci dicono spesso di prostitute minorenni, ma spesso non è così».
In molti si sono lamentati per l’accattonaggio molesto. «Sono stati fatti interventi davanti al Policlinico e in via Taglio - ha recriminato un uomo - in piazza Dante quando si partirà? Il capo degli accattoni è un signore italiano».
ACCATTONAGGIO MOLESTO. «Ci sono accattoni davanti ai luoghi di culto e agli incroci - ha ripreso una persona - ma non passano i vigili a scoraggiarli, chiedendo i documenti?» Citati i dati sugli interventi nel 2015, il comandante ha risposto in modo puntuale. «Negli ultimi tre anni la popolazione degli accattoni è cambiata almeno cinque volte - ha sottolineato Chiari - perché tanti sono stati rimpatriati e qualche personaggio gradevole è stato arrestato. Tuttavia, ne arrivano altri, attualmente da Mantova. Siamo arrivati a fare servizi in abiti civili perché così è più facile».
Non si potrebbero estendere in altri ambiti? «Ci sono attività di polizia locale che vanno fatte in divisa», ha risposto Chiari. I cittadini hanno indicato altri luoghi critici. «In via Munari ci sono siringhe, bottiglie e spazzatura - ha denunciato un uomo - la stazione centrale è sempre sotto assedio».
Chiari ha allargato il raggio d’azione. «Ci sono punti sensibili in via Osoppo - ha aggiunto il comandante, rimarcando il lavoro svolto dalle pattuglie antidegrado - e nella zona dell’ex cinema Scala, dove ci sono stati riferiti casi di spaccio, rifiuti abbandonati, prostituzioni. Con i nostri interventi i problemi sono stati affievoliti». Diversi hanno sottolineato il problema dei subaffitti. «In base alle segnalazioni - ha concluso il relatore - facciamo controlli negli appartamenti sovraffollati. Quando è possibile interveniamo. Entrare nel mercato degli affitti è più difficile. Siamo riusciti a compiere anche tredicimila controlli anagrafici all’anno».
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