Amaro da meditazione
di LUCA MARCHINI L’esperienza della degustazione a tavola impiega tutti i nostri sensi. Quando l’approccio al cibo va oltre il puro piacere e diventa “attenzione”, allora di ogni boccone si valuta...
di LUCA MARCHINI
L’esperienza della degustazione a tavola impiega tutti i nostri sensi. Quando l’approccio al cibo va oltre il puro piacere e diventa “attenzione”, allora di ogni boccone si valuta ogni caratteristica. Vista, olfatto e udito (pensiamo ai cibi croccanti) sono i sensi che utilizziamo per primi per decidere se il piatto è per noi invitante e desiderabile, ma il culmine dell’esperienza culinaria avviene in bocca, dove il gusto e il tatto ci offrono la massima soddisfazione del nostro boccone.
Boccone, ma anche sorso. Accompagnare con un vino selezionato, abbinare con un aceto balsamico pregiato e terminare con un amaro avvolgente, è davvero il culmine e il completamento dell’esperienza a tavola.
Un’esperienza che è fatta anche di tradizioni e usanze. Una di queste è terminare la degustazione del nostro pasto con un amaro e in ogni ristorante tradizionale modenese ce n’è uno che non manca davvero mai in carta: il Nocino.
Come per molte ricette radicate nella cultura enogastronomica locale, ogni famiglia ha un proprio modo di produrre questo amaro: solo con le noci, oppure con aggiunta di aromi (c’è chi ama aggiungere chiodi di garofano, cannella e altro ancora). Certo è che si parte dalle noci acerbe. La cultura nostrana indica il giusto momento di raccolta tra il 23 e il 24 giugno… ma come sapienza contadina insegna: “il momento giusto è quando il frutto è effettivamente pronto”, non c’è data esatta.
Nonostante le varianti che le diverse usanze, o le diverse scuole di pensiero, propongono sulla produzione di questo amaro, il punto è che si tratta di uno dei prodotti di eccellenza che la nostra terra offre e merita un’attenta concentrazione quando si decide di degustarlo.
Nero e corposo, il Nocino è infatti un amaro da meditazione. Ancora seduti al tavolo, o magari in poltrona, le parole d’ordine per assaporare al meglio questo prodotto sono relax e attenzione.
Il Nocino lo si “mastica”. Per accorgersi di ogni sentore, aroma e sfumatura è necessario che tutti recettori della bocca, in grado di percepire differenti sensazioni gustative, siano coinvolti e attivati.
Lasciate che l’intensità del Nocino “abiti” per qualche secondo la vostra bocca e, simulando una masticazione, con allenamento e consapevolezza affinati nel tempo, saprete valorizzare al meglio l’esperienza di ogni singolo sorso.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

