Gombola, la strada frana Crollati 25 metri di muro
Polinago. Il cedimento causato dalla pioggia sulla provinciale 23 a Casa Storto Un’ampia massicciata sotto la carreggiata si è sgretolata. Disagi alla circolazione
POLINAGO. È di nuovo crisi frana su un’arteria fondamentale come la provinciale 23 a Gombola, a pochi metri dal punto dove nel marzo 2014 il versante collassò facendo piombare una montagna di massi e detriti nei pressi del ponte. Il nuovo allarme non giunge da monte, ma da valle della strada, dove all’altezza del bivio con via San Michele, che conduce alla frazione di Casa Storto, le intense precipitazioni delle ultime ore hanno provocato ieri mattina il crollo di una porzione di circa 25 metri quadrati del muro in sasso che sostiene la carreggiata. Caduti i sassi, il terreno sta scivolando via da sotto lasciando come unico freno il guardrail. Una situazione estremamente precaria, che ha già portato sul posto i tecnici della Provincia per il transennamento della corsia danneggiata e l’istituzione del senso unico alternato con un semaforo. Fino a ieri sera il transito è rimasto libero, ma da oggi verrà disposto lo stop ai mezzi pesanti perché con il loro passaggio potrebbero causare un collasso totale della strada in un punto a strapiombo sul torrente Rossenna. Ma, per quanto necessaria, la misura rischia di avere conseguenze pesanti per il territorio: «La situazione è molto preoccupante – ha sottolineato in sopralluogo sul posto il sindaco Gian Domenico Tomei – perché da qui transita tutto il traffico artigianale diretto dalla pianura a Polinago. Con il divieto, l’alternativa è allungare il percorso passando da Palagano o Pavullo. Qui è necessario veramente un intervento immediato».
Stanotte gli operatori del servizio manutenzione stradale della Provincia hanno monitorato la situazione per essere pronti a una chiusura d’emergenza in caso di crollo totale. Stamattina arriveranno sul posto i geologi per capire qual sia lo stato del versante e che tipo di intervento tecnico mettere in atto. Sul muro in questione erano già stati fatti lavori in passato, ma risalgono almeno a una ventina d’anni fa. La pioggia battente di martedì pomeriggio insieme allo scioglimento di una neve a forte componente acquosa hanno provocato infiltrazioni nel terreno che hanno facilitato quello che a tutti gli effetti è un cedimento strutturale di ampia portata.
Una dinamica simile a quella di due anni fa, quando pressoché nello stesso periodo crollò sempre un muro di sostegno. Ma per quanto consistente, il cedimento di allora era dal lato monte, consentendo un rapido intervento dei mezzi. Rimettere le cose a posto stavolta non sarà né facile né rapido.
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