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L’arcivescovo Castellucci ricorda Mons. Lanfranchi

«Un dono grande per la nostra Chiesa. Chiunque ha conosciuto il vescovo Antonio porta nel cuore soprattutto questo tratto umano che lui cercava di assumere da Ges: la capacit di ascolto, la pacatezza,...

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«Un dono grande per la nostra Chiesa. Chiunque ha conosciuto il vescovo Antonio porta nel cuore soprattutto questo tratto umano che lui cercava di assumere da Ges: la capacit di ascolto, la pacatezza, la prossimità». Cos il vescovo di di Modena e Nonantola Erio Castellucci ha ricordato monsignor Antonio Lanfranchi, il predecessore scomparso un anno fa. Nell'omelia della messa celebrata per l'anniversario della morte di Lanfranchi, Castellucci ha ringraziato i fedeli, «tutti voi che lo ricordate e pregate per lui; in particolare chi gli stato vicino nei suoi anni modenesi e specialmente nei mesi della malattia». «La memoria - ha osservato - ci riporta indietro di un anno, al 17 febbraio 2015, vigilia delle Ceneri». La notizia della scomparsa di monsignor Lanfranchi «fece in poche ore il giro della diocesi. Nel tardo pomeriggio ricevetti anch'io un messaggio, da parte di un amico modenese, mentre mi trovavo in uscita con alcuni giovani della parrocchia. Mi fermai in preghiera - ha aggiunto - ricordando questo grande pastore, che avevo conosciuto negli anni del suo episcopato a Cesena e avevo apprezzato soprattutto per la sua bontà e intelligenza, per la sua capacità di riflettere prima di esprimersi ed il suo equilibrio pastorale».

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