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Mobilitazione regionale

Cgil, Cisl e Uil: «Patrimoni esentasse e privilegi i veri guai»

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Non hanno incertezze i sindacati dell’Emilia Romagna nel bollare la volontà del governo di abolire le pensioni di reversibilità che in tutta la regione sono 310 mila.

«Sono un indispensabile mezzo di sostentamento per tantissime donne, spesso molto anziane e sole. Pensare di colpire queste persone è semplicemente una vergogna» dicono a una sola voce Cgil, Cisl e Uil.

«Se questo sciagurato disegno andrà in porto genererà una crescita consistente delle situazioni di povertà- attaccano i sindacati - ben oltre il numero elevatissimo di chi già si trova in questa condizione».

E le rassicurazioni del ministro Poletti? «C'è un solo modo per dimostrare che non si vuole colpire in questa direzione - mandano a dire Cgil, Cisl e Uil- cancellare quello che è scritto sul ddl, subito. I pensionati sono pronti a mobilitarsi per difendere un istituto di giustizia sociale che non si tocca.

Anzichè occuparsi di evasione fiscale, evasione contributiva, corruzione, grandi patrimoni esentasse, di un sistema fiscale punitivo a danno dei più deboli, Renzi pensa di far cassa sulla pelle delle vedove».

«Se sarà necessario chiameremo alla mobilitazione tutti i lavoratori e i pensionati - aggiunge la Cgil - È inaccettabile che il versamento dei contributi si tramuti, dopo la morte del coniuge, in una misura assistenziale per la vedova. Con la riforma Fornero, l'Inps risparmia 80 miliardi di euro nel periodo 2013-2020: il governo vuole fare cassa sulla pelle di chi lavora e distruggere il nostro sistema previdenziale».

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