«Perchè non posso usare la mia pistola?»
Commenta Enrico Benini: «Quando sono arrivati i carabinieri la prima cosa che mi hanno detto è stata: “Metta via subito la pistola! La chiuda in cassaforte!”. Sì, avevo la pistola vicino a me. Ce l’ho...
Commenta Enrico Benini: «Quando sono arrivati i carabinieri la prima cosa che mi hanno detto è stata: “Metta via subito la pistola! La chiuda in cassaforte!”. Sì, avevo la pistola vicino a me. Ce l’ho dal 1986. Ogni anno faccio carte e pago tasse. E allora mi chiedo: cosa me ne faccio della licenza per il porto d’armi? Se non uso la pistola in questi casi a cosa serve?»
È un fiume in piena il gioielliere. Non ha visto i ladri, ma la sua compagna sì, ne ha persino visto uno chino sui di lui, intento a guardarlo mentre dormiva. «Ho impugnato la pistola solo per proteggermi. Lo dico sapendo che non la userei mai a sproposito. Non sono uno che fa lo spavaldo o minaccia gli altri, neanche i ladri. Ma l’avevo per difendermi. Mi sono persino barricato in camera in attesa dei carabinieri. Più di così non si può. Perché allora mi devono dire di metterla in cassaforte? A cosa serve? E poi perché non fanno i rilievi per cercare impronte e mi dicono che non siamo in un film?» Benini è categorico su questa questione: «Non mi reputo un pistolero e non lo sono mai stato. Però se un ladro entra in casa mia e arriva addirittura al mio letto, cosa devo fare? Me lo spieghi il prefetto oppure il questore. Perché la licenza a questo punto non serve a niente».
Un tema, questo, molto attuale: a Modena è raddoppiata la richiesta di licenze per armi da fuoco.
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