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«Tanto lavoro, ma si vedono i frutti»

«Tanto lavoro, ma si vedono i frutti»

Il sindaco Lisa Luppi: «Il 2016 sarà l’anno del municipio e della scuola di Disvetro e il commercio tiene»

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CAVEZZO. Sindaco, manca poco per il “ritorno alla normalità”?

«È un percorso ancora impegnativo, anche se la quota di contributi assegnata e il numero di fine lavori rappresentano un bel risultato per un comune delle dimensioni di Cavezzo».

Quali sono state, anche a livello organizzativo, le difficoltà più grosse?

«Di certo l’assenza a livello nazionale di una normativa sulla ricostruzione. A questa carenza ha sopperito la Regione, che si è dotata di una struttura apposita costruendo poi un vero e proprio corpus di regole e procedure affinché famiglie e imprese potessero ottenere i contributi per la ricostruzione. E lo stesso hanno dovuto fare i Comuni».

Cosa resta da fare sul fronte delle strutture pubbliche?

«Il 2015 è stato un anno importante con il completamento del comparto scolastico e il ripristino di tutti gli impianti sportivi. Ora è in corso l’istruttoria dei cimiteri, che saranno appaltati nel 2016. Per Disvetro il via libera arriverà a marzo non appena approvato il bilancio, poi toccherà al cimitero di Motta e del centro. Inoltre abbiamo approvato un piano strade periferiche di 310mila euro, i lavori partiranno tra la primavera e l’estate. Procediamo inoltre alla predisposizione del progetto esecutivo per l’ex scuola elementare del centro in municipio e del recupero della scuola di Disvetro, oltre poi alla riqualificazione di Piazza dei Martiri, con previsione di inizio lavori nel 2017».

Ci sono però ancora famiglie nei Map...

«Sì, ma il numero si è ridotto notevolmente: oggi ne abbiamo 14, famiglie che hanno diritto a restare fino alla conclusione dei lavori di ripristino dell'abitazione».

Sul fronte delle aziende?

«Nella maggioranza dei casi gli imprenditori hanno deciso di ricostruire restando a Cavezzo e chi ha delocalizzato lo ha fatto temporaneamente. Lo stesso vale per gli operatori del commercio, perché chi non aveva più il negozio agibile è rimasto cercando spazi alternativi o partecipando al progetto del Centro commerciale 5.9. Negli ultimi mesi stiamo poi assistendo all’apertura di diverse attività commerciali provenienti da fuori comune».

È presto per dire “ce l’abbiamo fatta”?

«La parola d'ordine è certamente “fiducia”. Fiducia di riuscire a completare un percorso di ricostruzione impegnativo, ma che vediamo giorno dopo giorno dare frutti». (g.ce.)

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