Tra cantieri e demolizioni Cavezzo rialza la testa
Il paese si sta trasformando e ammodernando: la ricostruzione continua Il pubblico è più rapido del privato ma sono arrivati quasi 100 milioni di contributi
CAVEZZO. Sara l’aveva scritto nella sua poesia, nel giugno del 2012, quando non aveva ancora compiuto 10 anni: “Cavezzo è Cavezzo e noi Cavezzesi la ameremo per sempre”. Una promessa che nelle terribili giornate post sisma, quelle del durissimo bilancio dei danni, delle case, delle scuole e dei capannoni inagibili, della Chiesa sventrata, quasi appariva come l’ingenuo sogno di una bambina. Quello che tutto potesse tornare come prima. Nonostante le macerie.
Sono passati tre anni e mezzo, la poesia di Sara è sempre lì, riportata su uno dei tanti teli che in via Cavour rivestono le transenne dello storico edificio della Bper. Con la chiesa alle sue spalle, sembra diventato un monumento alla memoria della forza distruttiva del sisma: le mura perimetrali quasi non esistono più, dalla strada si vedono le scale e gli interni degli appartamenti. Ingressi e finestre al piano terra sono sbarrate da pilastri di legno. Ma anche per ciò che oggi i cavezzesi chiamano il “mostro” è partito il countdown. Nei prossimi mesi sarà demolito e ricostruito. Diventerà un edificio di pregio, arretrato di qualche metro rispetto all’attuale posizione per consentire la presenza di portici. È un’operazione importante, sia per la potenza del simbolo (sulla strada principale), che per l’articolata procedura in presenza di una struttura in parte pubblica e in parte privata. Ma tutto tornerà (quasi) come prima.
Lo chiamano il ritorno alla normalità da queste parti, e passa da un’inaugurazione all’altra, da una pratica di fine lavori dopo l’altra. Da una parte il taglio del nastro nelle nuove strutture pubbliche, come il nuovo polo scolastico con il “Learning Garden” ideato da Renzo Piano, la Casa della salute, il bocciodromo, la palestra Allende, il Palazzetto dello Sport. Dall’altra le istanze di fine lavori delle abitazioni private, che da qualche settimana hanno superato quota 100.
Ogni cantiere un’istanza, quelle accettate dal Comune che - in virtù del decreti sulla ricostruzione - garantiscono il rimborso dei lavori, sono quasi 340. Con l’avanzamento dei lavori sono concessi i contributi, quasi 90 milioni di euro già assegnati, il Comune ogni mese sul proprio sito aggiorna il conto. Presto si supereranno i 100 milioni di cambiali. Ma il ritorno alla normalità ha ancora un cammino lungo. Anche se le impalcature cominciano a lasciare spazio al nuovo volto di Cavezzo degli impianti fotovoltaici sui tetti, delle facciate in vetro, degli esperimenti architettonici, sullo sfondo restano quei Map che la Regione avrebbe voluto smantellare entro dicembre. Ci vivono ancora 14 famiglie (nel 2012 erano 72), il Comune, grazie al nuovo programma di aiuti del Commissario che prevede un contributo affitto fino a 600 euro mensili (per 24 mesi) per chi decide di trasferirsi in appartamento, vuole accelerare e il sindaco ha incontrato le famiglie per evidenziare la convenienza di questa nuova forma di assistenza.
Intanto si sono conclusi i lavori per l’edificio del Condominio i Glicini su via Cavour, all’incrocio con via della Libertà. Manca poco per quello in via Primo Maggio, all’incrocio con via Gioacchino Rossini. Si attendono le rifiniture per il condominio Ex Teatro, il “Pacchioni” che domina la piazza del mercato e che prevede spazi anche per fondi commerciali. «Prezzi inavvicinabili», rumoreggiano i commercianti, riportando le parole di chi più di un pensierino l’aveva già fatto. Per ora non c’è nulla di ufficiale, l’unica certezza è che l’edificio fa gola a molti: qui nel 2017 la piazza che ospita il mercato sarà completamente rifatta e - sul lato opposto - ci sarà anche il nuovo municipio. Ad oggi è stato completato il primo stralcio e sono già partite le pratiche per la riconversione dell’edificio che prima ospitava la scuola elementare. Gli studenti (con quelli delle medie) sono nel nuovo polo scolastico negli edifici “riuniti” poi dal "Learning garden". È trascorso un anno dal taglio del nastro. Era il 14 dicembre del 2014. Il ritorno alla normalità sembra ormai solo una questione di tempo. Manca davvero poco. Sara forse aveva ragione. A Cavezzo tutto può tornare come prima.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
