Gazzetta di Modena

Modena

«Abbiamo perso la fiducia nella scuola»

di Daniele Montanari
«Abbiamo perso la fiducia nella scuola»

Pavullo. Riunione all’istituto Ventre: genitori ieri all’attacco delle istituzioni. Le loro proteste placate dal sindaco

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PAVULLO. «Ci vuole un secondo a perdere la fiducia, e una vita per riguadagnarla». Niente come queste parole del sindaco Romano Canovi rendono il senso del faccia a faccia che ha visto ieri sera alla Mariele Ventre Comune e direzione didattica di fronte ai genitori dei bimbi segnati dal caso Manuela Giacomozzi, la maestra arrestata il 1° febbraio per presunti maltrattamenti. Il ciclo di incontri per la presentazione del pacchetto di iniziative di supporto a bimbi, genitori e insegnanti ha fatto tappa nel luogo chiave ed ha radunato comprensibilmente una folla di persone (più di 50 genitori) ansiose di capire come si andrà avanti. Un confronto che, vista la delicatezza del contesto, ha visto la presenza, oltre che del sindaco e della direttrice didattica Tiziana Biondi, di Emanuela Ricci (direttrice dei servizi socio-culturali del Comune), Anna Pelloni (coordinatrice pedagogica dei nidi) e della dottoressa Antonella Riccò, responsabile della Neuropsichiatria infantile dell'Ausl di Pavullo, che sta seguendo tutto il progetto d'aiuto. «È stato un terremoto, ma dobbiamo ripartire» ha osservato in apertura la Biondi, illustrando il percorso di sostegno già presentato nelle altre sedi e che anche qui ha riscosso apprezzamento. Ma la ferita resta, e profonda. «Che sicurezza ho, come genitore, nel continuare a portare qui mia figlia?» ha chiesto un papà. E la dottoressa Riccò ha sottolineato che dagli incontri fatti finora è emersa «una netta perdita di fiducia che è pericolosa, perché non può fare che male. Capisco la vostra rabbia, ma va rielaborata per il bene dei vostri figli, perché altrimenti non si va da nessuna parte». «Non abbiamo fiducia perché le insegnanti che hanno visto non hanno detto niente – ha ribattuto un genitore – e tuttora non ci dicono niente». «Mia figlia mi ha detto: papà, quando la maestra cattiva cominciava a urlare io mi tappavo le orecchie. Come è possibile che nessuna altra insegnante se ne fosse accorta?», ha chiesto un altro genitore. «Qualcuno doveva dirle: basta, adesso fermati e prenditi una settimana di ferie», ha continuato un altro.

«Io non credo nella cattiva fede delle insegnanti – ha ripreso la Riccò – ma non posso metterci la mano sul fuoco». C'è voluto tutto il savoir faire del sindaco Canovi per placare gli animi: «Sapete che la scuola è statale e non comunale – ha ricordato – ma io sono qui conscio del fatto che è tutta la comunità ad essere ferita. Siete persone risentite, arrabbiate e preoccupate, ma noi siamo qui per ascoltarvi e dare una risposta a voi, ai vostri figli e alla scuola. A individuare le responsabilità ci penserà la magistratura. Noi vi presentiamo questo piano di azioni per fare in modo che non accada mai più, aperti a qualsiasi integrazione su vostro suggerimento. Per questo vi dico: rivediamoci non a settembre ma tra due mesi, e guardiamo assieme come vanno le cose».

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