Così il distretto vuol ricordare Chernobyl
L’associazione ha presentato le iniziative nei quattro Comuni per ricordare il disastro nucleare
MARANELLO. Non dimenticare. È la sfida che ha portato i Comuni di Maranello, Fiorano e Formigine a sostenere il progetto di Chernobyl Onlus. L’associazione ha organizzato numerose iniziative per ricordare il disastro nucleare del 26 aprile 1986. «Quel catastrofico evento è stato - ha ricordato Paolo Fontana, presidente dell’associazione - uno spartiacque. Ha fatto capire all'intera umanità che non esistevano né barriere, né confini. Il mondo intero era in pericolo». Esattamente trent’anni dopo, una delegazione della Onlus sarà a Braghin per tenere un momento di raccoglimento. La cittadina è in Bielorussia, non distante dal luogo dell’allora Unione Sovietica (oggi Ucraina) in cui avvenne la catastrofe. «Le problematiche legate a quella tragedia - ha spiegato Fontana - continuano a ripercuotersi nel tempo e sarà così ancora per centinaia di anni». Il ricordo dei morti non deve far dimenticare i bisogni dei vivi. Per avere ancora più visibilità, l’associazione ha organizzato un flash mob in trenta città italiane. Nel nostro territorio si terrà il 23 aprile a Modena in piazza Roma. Chernobyl Onlus porta avanti progetti solidali da ventuno anni. «Sono stati ospitati circa quattrocento bambini - ha garantito il presidente - e coinvolte più di duecento famiglie. A luglio saranno accolti tredici ragazzi. Le famiglie che li ospiteranno seguiranno un percorso di formazione per l'accoglienza». Ed è proprio di accoglienza che parla il libro “Marmellata di prugne”, romanzo d’esordio di Patrizia Fortunati. L’autrice ha accolto una bambina di Chernobyl. Ne parlerà al Mabic domani alle 18. Testimonianza diretta anche venerdì 11 marzo a Formigine. Alle 20.45 il centro di educazione ambientale Il Picchio ospiterà “Storia di un viaggio a Chernobyl e dintorni”. Un racconto con immagini di Francesca Gorzanelli, fotoreporter modenese. L’ ospedale di Sassuolo sarà la sede della mostra “Chernobyl”. Dal 15 maggio al 15 luglio saranno esposte immagini dai luoghi riprese dal fotografo reggiano Erik Messori. Come mai è stato scelto l'ospedale come luogo per la mostra fotografica? «Perché l'ospedale è il luogo della sofferenza - ha risposto Fontana - ma anche della guarigione. È un emblema di quello che è avvenuto in quelle aree». Un altro progetto, sempre sul disastro di Chernobyl, verrà sviluppato nelle scuole medie di Fiorano. La sensibilizzazione nelle aule sfocerà nella rappresentazione teatrale “Reportage Chernobyl”. Lo spettacolo, curato da Roberta Bigiarelli, andrà in scena il 17 marzo alle 10. Il testo di partenza è “Preghiera per Chernobyl” di Svetlana Aleksievic, premio Nobel per la Letteratura lo scorso anno.
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