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I sindacati spingono per le fusioni

I sindacati spingono per le fusioni

Pavullo. Cgil, Cisl e Uil firmano documento unitario: «Così riparte la montagna»

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PAVULLO. «Dalle fusioni possono derivare risorse fondamentali per gli investimenti di cui la montagna ha urgente bisogno, per questo va avviato subito un confronto».

Così ieri Vincenzo Tagliaferri, responsabile d’area Cisl, ha rilanciato con forza in un documento unitario sottoscritto con Augusto Casagrandi (Cgil) e Alberto Zanetti (Uil) lo sprone dei sindacati ad andare avanti sul riordino territoriale nel Frignano. Lo ha fatto a Pavullo in una sala dell’Unione gremita per l’incontro che ha visto anche la partecipazione di Tania Scacchetti (segretaria Cgil Modena), Gabriele Soci (Rete imprese), Romano Canovi (presidente dell’Unione), Leandro Bonucchi (sindaco di Montecreto), Palma Costi (assessore regionale alle Attività Produttive) e Luciana Serri (consigliera Pd).

I sindacati hanno sottolineato che il percorso della fusione può riguardare i Comuni dei tre sub-ambiti territoriali: media montagna (Lama, Pavullo, Polinago e Serra), valle del Pelago (Fiumalbo, Pieve e Riolunato) e traversa del Cimone (Fanano, Montecreto e Sestola).

«Ma serve uno studio – hanno sottolineato – e il coinvolgimento dei cittadini. Purtroppo c’è sempre qualche sindaco che si tira indietro».

I sindacalisti hanno ricordato che già nel febbraio 2015 fu consegnato un documento unitario che chiedeva di confrontarsi sulla questione, ma senza seguito. Diverse le priorità legate al percorso: uniformare il trattamento dei dipendenti, la tassazione, ma anche fare politiche del lavoro sinergiche. Oltre alla crescita del turismo, sviluppando la banda larga, attivando indirizzi di studio attinenti, evitando di fare in estate eventi uguali o contrapposti e guardando d’inverno oltre la neve, portando i turisti dalle piste ai paesi. Canovi ha ribattuto che il Frignano ha retto bene alla crisi ed è tuttora capace di attirare investimenti importanti. Ma ha messo in guardia “chi pensa con la fusione di bypassare in Unione il passaggio alle gestioni associate, che vanno invece potenziate per poi vedere se sono funzionali alla fusione. Non devono essere i contributi a spingerci in questa direzione, ma la possibilità di migliorare i servizi». Gli fa eco la Serri, evidenziando la necessità “di un progetto condiviso con i cittadini”. E la stessa Costi ha detto che “le fusioni a freddo non convincono nessuno”.

«Unioni e fusioni possono andare a braccetto – ha osservato Bonucchi – ma facciamo un passo alla volta. Adesso pensiamo alla gestione associata del personale, che è la prossima sfida». (d.m.)

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