Il calvario di Casa Fantini, ora spunta l’ipotesi Goya
Dopo anni di attesa arriva il no ufficiale per il centro diurno di Madonna di Sotto L’alternativa è un nuovo progetto nell’area della discoteca di viale Indipendenza
La nuova Casa Fantini non si fa più a Madonna di Sotto, nel terreno di fronte alla scuola materna che era già stato recintato anni fa e in cui era già stato installato il cartello dell’appalto. Troppi anni di attesa, troppi cambiamenti in atto, tra i quali fatali sono state le nuove norme sull’accreditamento che hanno modificato le cifre economiche del progetto, facendo saltare il non facile accordo fra i quattro Comuni del distretto per la realizzazione del “Centro socio-riabilitativo diurno e residenziale per portatori di handicap”. L’ufficialità della mancata realizzazione è arrivata solo nell’ultimo consiglio comunale per bocca del sindaco Pistoni, anche se ormai da più di un anno l’abbandono del progetto era noto. La nuova Casa Fantini doveva essere qualcosa di più dell’attuale struttura, che si trova in zona industriale e per ora ha soltanto il centro diurno. Nella nuova sede doveva esserci anche una parte residenziale e si ipotizzavano perfino appartamenti per persone autosufficienti solo in parte o per anziani. L’accreditamento che ha modificato le cifre economiche ha fatto saltare la ripartizione per quote fra i Comuni che avrebbero dovuto pagare per il servizio. La struttura infatti sarebbe stata realizzata in project financing, con una spesa di 6,6 milioni di euro, di cui 4 e mezzo per la costruzione. Poi l’aggiudicatario l’avrebbe tenuta in concessione per 28 anni ricevendo complessivamente 55 milioni di euro e mezzo, da suddividere appunto in quote annuali fra i quattro Comuni del distretto. La gara era già stata indetta e vinta dalla cooperativa sociale Gulliver (indetta nel 2009 e assegnata in via definitiva nel 2011). I cambiamenti sulle cifre sono arrivati nel massimo periodo di crisi economica del comprensorio me nessuno dei Comuni coinvolti si è sentito di aggiungere altri soldi annuali al progetto. Varie ipotesi sono state formulate, finchè il progetto è stato abbandonato. Non sarà del tutto indolore: «L’appalto, rivalutato con le cifre dell'accreditamento, va in revoca – ha spiegato Claudio Pistoni – e ci saranno costi di indennizzo, ancora non quantificati, coperti da tutti i Comuni del progetto. Il procedimento che cerca un accordo con l’aggiudicataria è in corso».
L’addio alla nuova Casa Fantini non è definitivo, perchè nella scorsa estate ha preso corpo l’ipotesi di realizzarla nell’ambito del progetto di abbattimento e ricostruzione nella zona del Goya, dove c’è una casa rurale che la proprietà ha acconsentito a donare al Comune per questo obiettivo. Il poc che prevede l’abbattimento e il passaggio gratuito della casa e di una porzione di terreno al Comune, deve trovare compimento entro la primavera del 2017.
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