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Marzaglia: il Consiglio dei pasticci

Marzaglia: il Consiglio dei pasticci

Processo autodromo: vincoli per il verde cancellati con la variante Prg nel 2003

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Caso Marzaglia: ieri all’udienza contro i due ex dirigenti dell’Ufficio Urbanistico - gli architetti Giovanni Villanti e Marco Stancari - e del progettista della Vintage Giuseppe Gervasi si è iniziato a mettere alcuni punti fermi nella foresta di documenti comunali che riguardano l’area verde rimasta dopo i lavori del controverso autodromo.

Ed è emerso che in questa vicenda nata più di 25 anni fa non esiste solo il nodo delle autorizzazioni firmate nel 2008 dai due dirigenti (difesi dagli avvocati Roberto Chiossi e Massimo Vellani) ma c’è un altro nodo risalente al 22 dicembre 2003, finora rimasto nell’ombra. È il giorno in cui il consiglio comunale di Modena ha approvato la delibera (93/03) per una variante al Prg che conteneva numerose cambiamenti di vincoli per “zone elementari”. Compresa la nr. 1640, quella del bosco di Marzaglia. È il punto cruciale di tutta questa vicenda che ruota attorno a un’imputazione per lottizzazione abusiva. Perché nel groviglio degli atti, ieri è emerso chiaramente dalla deposizione dell’ispettore del Corpo Forestale che ha indagato che quella delibera era conseguente ad altri atti già passati. Come quello approvato poco prima in Regione che aboliva i vincoli messi dalla Regione stessa pochi anni dopo la Legge Galasso attraverso il piano ambientale (Tptr) che imponeva in quella zona precise quote di verde pubblico. L’abolizione di quel vincolo ha permesso al Consiglio comunale di non tenere più conto di quel vincolo quando la trattativa tra la società privata Vintage e il Comune, in corso da anni, era arrivata a una rottura con ricorso per vie legali. Proprio da quella delibera consiliare è scaturita una nuova cartografia che indicava per Marzaglia l’assenza di vincoli di verde. Ma a quanto pare, il diavolo si è messo di mezzo e non ci sarebbe traccia della segnalazione di questo cambiamento per il bosco di Marzaglia negli atti allegati (questo sarà un punto in discussione). Per cui il progetto della cosiddetta “pista prove” (oggi autodromo) è stato poi approvato nel 2008 dall’Ufficio Urbanistico senza che ci fossero più vincoli sulla mappa, mentre pare che siano rimasti agli atti.

In ogni caso, una volta che la Vintage ha potuto costruire dopo l’escavazione di ghiaia, l’architetto Stancari ha potuto dire: “La quota di verde è stata raggiunta”. Ma quale? Quella di 50 ettari di verde pubblico comprendenti 30 ettari di verde ad uso pubblico, come sostiene il Comune? Oppure i 50 ettari di verde pubblico da sommare ai 30 di verde ad uso pubblico che secondo il gip doveva tutelare il Comune e invece non ci sono più? Prossima udienza in maggio con le relazioni dei tecnici delle parti.

Carlo Gregori

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