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Mercato immobiliare in ripresa (+1,5%) grazie al residenziale

Mercato immobiliare in ripresa (+1,5%) grazie al residenziale

I dati di Confcommercio per Modena e provincia in gennaio: ancora fermi i settori delle case nuove e del commerciale

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È iniziato bene il mercato immobiliare nel Modenese in queste prime settimane del 2016: nel mese di gennaio è segnalato un +1,5% sulle transazioni nel residenziale, mentre i prezzi medi al metro, tra nuovo e usato, calano di quasi un punto, in una forbice tra 1.200 e 2.200 euro. Questo l’esito di una raccolta dati da parte di Confcommercio su un significativo panel di agenzie immobiliari della provincia. Il costo medio dell'usato a Modena è di 1.550 euro e in provincia di 1.025 euro, mentre riguardo al costo medio del “nuovo” nel capoluogo è pari a 2.450 euro contro i 1.800 in provincia.

«Dati confortanti - commenta Raffaele Vosino, presidente provinciale di Fimaa-Confcommercio - che confermano come la ripresa del mercato immobiliare, in atto da mesi, si stia irrobustendo, in particolare grazie all'andamento nel segmento del residenziale, anche se le nubi continuano a essere dense sulle nuove abitazioni e soprattutto sul settore commerciale/produttivo. Il calo dei prezzi delle abitazioni è stato meno marcato rispetto ai precedenti mesi, ma questo, anche grazie a una riduzione del costo del denaro e a un incremento dei tassi fiducia tra i consumatori, ha prodotto un aumento, sia pure lieve, nel numero di compravendite immobiliari residenziali, con riferimento all'usato».

Timidissimi continuano invece a essere i segnali di risveglio nelle transazioni - sia vendite che affitti - di capannoni, negozi e botteghe: va meglio il commerciale, che recupera a gennaio circa l'1%, il mercato dei capannoni industriali è invece sostanzialmente fermo, mentre quello dei capannoni artigianali segna un rialzo, che non raggiunge lo 0,5%, sul gennaio del 2015.

«Imu e Tasi - precisa ancora Vosino - continuano, in un contesto economico non favorevole, a rappresentare un forte freno a una ripresa degli scambi immobiliari nel comparto non residenziale, e va detto come, relativamente al settore commerciale, vediamo un numero crescente di unità immobiliari che rimangono inutilizzate per molti mesi, con la conseguenza di un graduale depauperamento del tessuto commerciale, soprattutto nelle periferie». Per questo Confcommercio ha lanciato l'idea di introdurre la cedolare secca sulle locazioni commerciali. «Una misura - dice Vosino - in grado di calmierare il prezzo degli affitti, agendo, da un lato sulla pressione fiscale per il locatore e dall'altro sul superamento del meccanismo dell'incremento del canone, compresa la rivalutazione Istat, per il conduttore».

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