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Meta, la difesa del sindaco «Spiegheremo al giudice»

Meta, la difesa del sindaco «Spiegheremo al giudice»

San Felice. Dopo l’imputazione di omicidio colposo plurimo e falsificazioni Vaccari (Pd): «Ci vuole rispetto per le istituzioni». La Minoranza: «Vada a casa»

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SAN FELICE. «Siamo fiduciosi nella Giustizia, sereni nella convinzione che quanto avvenuto in quei giorni possa essere accertato con chiarezza. In sede processuale saranno forniti tutti gli elementi riguardanti la mia posizione e quella del responsabile dell’ufficio Tecnico. La vicenda merita, per rispetto alle famiglie delle vittime, di essere trattata in modo delicato e approfondito, nelle sedi opportune». Così il sindaco Alberto Silvestri, ieri, a commento della richiesta di rinvio a giudizio per 4 persone, incluso lo stesso sindaco e il capo dell’Ufficio tecnico imputati di reati molto gravi (incluso il falso e la distruzione di atti veri per sfuggire all’altra accusa di omicidio colposo).

E, come prevedibile, sono opposte le reazioni. In difesa di Silvestri interviene il senatore del Pd Stefano Vaccari: «Sulle ricostruzioni della vicenda giudiziaria relativa alla Meta crediamo che non possa passare in secondo piano anche il rispetto per le istituzioni e i loro rappresentanti. Titoli sensazionalistici che additano anzitempo colpevoli non aiutano. I fatti sono che è stata fissata l’udienza preliminare. Siamo appena all'inizio di un possibile processo».

A proposito di «sindaci e dipendenti degli enti locali», Vaccari parla di una «gestione virtuosa che va rispettata... Le istituzioni si sono sempre fatte carico dei problemi di tutti, ma, in base alle normative, tutti devono prendersi il proprio pezzettino di responsabilità, dagli amministratori ai politici, dai cittadini ai professionisti privati, dagli imprenditori ai lavoratori, fino ai giornalisti... Le istituzioni sono il punto di riferimento indispensabile per i cittadini, e la loro autorevolezza è un valore a garanzia di tutti. Certo da mettere in discussione, ma quando ci sono elementi oggettivi e concreti».

Di tutt’altro avviso la lista San Felice in Movimento, che fa riferimento particolare alla seconda imputazione della Procura, quella sul falso e la distruzione di atti veri per garantirsi l’impunità: «Non ci esprimiamo nel merito della vicenda giudiziaria. È un dato, però, che ciò che viene contestato sono questioni che riguardano strettamente l’Amministrazione comunale e per questo toccano in particolare i cittadini e la comunità. Non possiamo sapere come andrà a finire, ma così non c’è più la serenità per andare avanti, per risolvere i grandi nodi che riguardano San Felice... Sono i gesti degli altri che, se fatti con responsabilità, potrebbero riportare serenità nella comunità. In questo momento non si tratta di anticipare sentenze, ma di opportunità politica. Può consentirsi un paese come San Felice un sindaco ormai debolissimo, condizionabile e ricattabile?».

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