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«Quegli spari potevano ucciderci, perchè?»

«Quegli spari potevano ucciderci, perchè?»

Novi. Il meccanico sconvolto dopo l’agguato a colpi di pistola contro l’officina: «Non ho nemici»

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NOVI. È ancora sotto choc Claudio Redeghieri, 52 anni, di Rolo, titolare dell’officina Car Bike sulla Statale Romana nord, nella zona industriale del paese, per quanto accaduto martedì, pochi minuti dopo le 20.

Un episodio sul quale sono in corso le indagini dei carabinieri del nucleo operativo di Carpi.

Redeghieri si trovava vicino all’ingresso della sua attività delimitata da una grande vetrina, davanti alla quale sono esposti alcuni motocicli, e dentro all’officina c’era anche un cliente. Tutto a un tratto Redeghieri lo sparo: un proiettile fora la vetrina e colpisce la parete, finendo contro un oggetto di ferro.

«A quel punto io e il cliente ci siamo nascosti sotto il tavolo – racconta Redeghieri – poi, poco dopo, abbiamo sentito il secondo sparo. Non solo: abbiamo visto la fiammata del proiettile che colpiva per la seconda volta la vetrina, più lontano dall’ingresso rispetto alla prima. La macchina da cui sono arrivati i colpi arrivavano da una Mégane Scenic di colore chiaro».

Redeghieri assicura di non aver mai ricevuto minacce: nessuna telefonata anonima, né intimidazione.

Il meccanico 52enne si è trasferito nel capannone sulla Statale Romana nord dopo lo scioglimento della società dove ha prestato servizio a Rolo per sedici anni. Prima di Redeghieri, i locali erano occupati da una rivendita d’auto. A seguito del terremoto è rimasto vuoto fino all’arrivo del meccanico.

«Io non so perché abbiano sparato, né, tantomeno, chi possa essere stato – prosegue – I miei clienti sono della zona, di Novi, Rolo, Fabbrico. Ho aperto qui a Novi nell’ottobre 2014 ma ho mantenuto sempre buoni rapporti con tutti. Non mi do pace, adesso. Perché non so il motivo per cui hanno sparato contro l’officina. Né chi sia stato, né cosa vogliano da me».

E intanto prevale la paura dopo l’episodio. «È stato terribile l’agguato e avrebbe potuto finire anche peggio: fino a cinque minuti prima c’erano dei clienti che stavano guardando i motocicli esposti in vetrina. Se chi ha sparato fosse arrivato pochi istanti prima, non oso immaginare a quello che poteva succedere… potevano anche ammazzare qualcuno. La Mégane è arrivata qui a fari spenti e dopo i colpi, ha sgommato e poi se n’è andata a tutta velocità».

Sul posto, poco dopo gli spari, sono arrivati i carabinieri allertati dallo stesso Redeghieri. I militari hanno prelevato i due bossoli da pistola che potrebbero essere dello stesso calibro di armi in dotazione alle forze dell’ordine.

Serena Arbizzi

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