Due borseggiatrici “tradite” dalla routine dei colpi: arrestate
Spilamberto. Colpivano nello stesso supermercato ogni quattro giorno e sempre alla solita ora Sei vittime accertate per un bottino di circa mille euro: i carabinieri le rintracciano in un campo rom
SPILAMBERTO. Arrivavano in paese e si dirigevano sempre allo stesso supermercato dove prendevano di mira ignari clienti intenti a fare la spesa. Ma soprattutto colpivano con una regolarità quasi disarmante - ogni quattro giorni - e nel medesimo orario, a ridosso dell’ora di pranzo. Una routine che non è passata inosservata ai carabinieri della stazione di Spilamberto, che nel giro di un mese - tra ottobre e novembre - avevano raccolto la denuncia di sei persone derubate. E la meticolosità dell’indagine ha avuto un riscontro concreto ieri mattina quando le pattuglie dell’Arma hanno fatto irruzione in un campo nomadi di Bologna, dove le due borseggiatrici risultano residenti. Sono state arrestate con l’accusa di furto aggravato e continuato. Ora si trovano in carcere dove sono abbastanza conosciute visti i precedenti analoghi che hanno costellato la loro storia banditesca.
Le due ladre 44enni agivano riproponendo lo stesso canovaccio. Entravano al supermercato come normali clienti e iniziavano ad aggirarsi tra le corsie, facendo finta di osservare la merce esposta. Nel frattempo individuavano la vittima di giornata, che era indifferentemente uomo o donna, anziano o di mezza età. Come hanno potuto confermare le immagini della videosorveglianza interna, le ladre studiavano il modo di fare la spesa del cliente e appena si presentava il momento, colpivano.
Infilavano le mani nelle borse delle signore oppure miravano al portafogli custodito nei jeans o ancora razziavano i portasoldi nei borselli dei maschi. Un furto bastava. Non avevano intenzione di correre particolari rischi e così si dileguavano in fretta per tornare in azione quattro giorni dopo. Così facendo avevano incassato circa mille euro totali, portandosi via somme tra i 60 ed i 300 euro. Erano invece disinteressate alle carte di credito, che non hanno mai utilizzato pur avendone la disponibilità.
Le ignare vittime scoprivano il furto soltanto quando si ritrovavano, senza soldi, alle casse. La tappa successiva era quindi la caserma dei carabinieri, che hanno poi acquisito le immagini delle videocamere interne. Analizzandole sono riusciti a dare un’identità alle due borseggiatrici italiane, che sono state anche riconosciute dai clienti attraverso le fotosegnaletiche.
E di fronte ad almeno sei colpi e alla possibilità che i furti con destrezza continuassero, il giudice per le indagini preliminari, su richiesta della procura, ha autorizzato l’arresto delle due nomadi.
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