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«I soldi delle case? Non li ho presi»

«I soldi delle case? Non li ho presi»

Un amministratore condominiale si difende: «Erano per le spese di tutti»

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Era il 2012 ed un amministratore condominiale subentrava ad un collega nella gestione di un edificio della città. Ma analizzando i conti del passato annota un potenziale ammanco di 3mila euro tanto che, dopo essersi consultato con gli inquilini, decide di fare denuncia. La procura raccoglie l’istanza, effettua alcuni accertamenti tramite i carabinieri e decide di chiedere il rinvio a giudizio per l’ex amministratore 54enne, che poi sarà processato con l’accusa di appropriazione indebita.

E ieri l’imputato è stata ascoltato dal giudice Manuela Cortelloni, nell’unico processo calendariato nel venerdì del tribunale modenese. L’amministratore, difeso dall’avvocato Gianluca Scalera, è salito sul banco degli imputati di prima mattina e ha risposto a tutte le sollecitazioni che gli sono arrivate sia dal pubblico ministero, che da parte della difesa. Un’analisi dettagliata di quanto avvenuto in quei frangenti con l’accusa che sostiene la sottrazione di 3mila euro con prelievi effettuati a più riprese senza che vi fosse la necessità di saldare pendenze del condominio cittadino. Dall’altra parte, però, il 54enne ha invece sostenuto la propria totale estraneità ai fatti.

«Quei soldi - ha sostanzialmente detto davanti al giudice e agli avvocati - sono stati prelevati quando occorreva pagare utenze o effettuare operazioni per il bene del condominio. Non li ho usati per me».

L’udienza si è chiusa poco prima delle 11 quando di fatto è calato il sipario sull’unico processo modenese di giornata. Perché l’altro testimone atteso in aula non ha potuto essere presente. Si tratta del carabiniere che ha effettuato le indagini e ha eseguito il controllo della documentazione sequestrata nell’ufficio dell’amministratore condominiale imputato. Proprio attraverso quelle carte si potrebbe arrivare alla verità della vicenda. Perché - sostiene la difesa dell’avvocato Scalera - ci sarebbero fatture, ricevute e carteggi che dovrebbero confermare la buonafede del 54enne. Ma fino a quando non sarà possibile analizzare nel dettaglio tutta la parte burocratica il giudice Cortelloni non potrà decidere per l’assoluzione o la condanna.

Appuntamento quindi ad inizio luglio quando, in tribunale a Modena, riprenderanno le udienze proprio con l’ascolto del carabiniere che potrà dissipare le ultime incertezze. (fd)

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