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Il ritorno di Arrigo Martinelli ora racconta le donne “libertine”

Il ritorno di Arrigo Martinelli ora racconta le donne “libertine”

Liberate, libertarie, libertine. Sono le “Donne senza mutande” di Arrigo Martinelli. Nel suo secondo romanzo, l’autore de “Il gorgo della mente” approfondisce il mondo femminile. Il titolo è...

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Liberate, libertarie, libertine. Sono le “Donne senza mutande” di Arrigo Martinelli. Nel suo secondo romanzo, l’autore de “Il gorgo della mente” approfondisce il mondo femminile. Il titolo è provocatorio, ma il testo - ha assicurato - «non è pornografico». «Mi sono chiesto cosa provano le donne nel raccontarsi - ha spiegato l’autore - e nel novanta per cento delle storie ho trovato molta forse tristezza, solitudine, impossibilità di avere una persona a cui raccontare una parte segreta di sé. È molto difficile parlare con un uomo: potrebbe prenderla in giro o avere secondi fini, che è la parte più pericolosa. Probabilmente, nel raccontarsi, hanno avuto il senso di liberazione da un peso. Se una donna si racconta a un’altra donna non si apre mai perché riceve in risposta “anche a me”. Ho trovato soddisfazione psicologica». Alla presentazione del testo c’erano tre modelle in abbigliamento intimo. Racconterebbero aspetti di vita intimi all’autore? L’una ha risposto «no perché sono giovane», l’altra non ha dato risposta, la terza «no, ma magari a una persona più fidata». Proprio la fiducia sembra essere il punto debole del “nuovo sesso forte”. «L’uomo propone, la donna decide», ha proseguito l’autore. Martinelli ha formulato la “legge delle tre L”. «Si sono liberate dal giogo della società maschile - ha aggiunto lo scrittore - e ci sono prese di posizione molto precise delle donne, dai manager d’azienda all’astronauta Cristoforetti. È libertaria perché ha una mentalità più libera, talvolta più di quella dell’uomo. È libertina: non significa essere sessualmente aperte a tutti, ma vuol dire esserlo verso di sé. Pensano di fare ciò che vogliono senza le manette di un tempo». L’autore ha raccolto un centinaio di testimonianze. I contatti sono stati telefonici, via mail o chat. Le chiacchiere virtuali si sono trasformate in conversazioni al telefono per controllare l’identità delle intervistate. Perché raccontare verità nascoste? «Perché c’è un vuoto a 360° - ha risposto lo scrittore - e per un senso di curiosità». Non tutte le storie che ha conosciuto sono finite nel testo. «E nel prossimo libro “massacrerò” gli uomini». (g.f.)

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