Gazzetta di Modena

Modena

processo aemilia

Rossi, arringa fiume «Gerrini va assolto»

Rossi, arringa fiume «Gerrini va assolto»

FINALE. Cinque ore di un’arringa appassionata, convinta, determinata. Ieri al processo Aemilia in corso a Bologna è stata la volta di Pierfrancesco Rossi, l’avvocato del foro di Modena che difende...

2 MINUTI DI LETTURA





FINALE. Cinque ore di un’arringa appassionata, convinta, determinata. Ieri al processo Aemilia in corso a Bologna è stata la volta di Pierfrancesco Rossi, l’avvocato del foro di Modena che difende Giulio Gerrini, il tecnico comunale accusato di abuso d’ufficio e favoreggiamento alla associazione mafiosa (ieri assente). Rossi, che ha preso la parola dopo la pausa, alle 15.50, ha pronunciato la richiesta di assoluzione alle 20.30, quando l’udienza si è chiusa. Ed è stato un viaggio nelle ordinanze del dopo terremoto, quelle della Protezione civile, poi quelle di Errani, infine quelle che hanno modificato le prime e le seconde. Un viaggio durato un anno, il 2013, trascorso tra tre urbanizzazioni, 110 allegato 3 e decine di altre messe in sicurezza, tutte seguite da Gerrini. «Abbandonato da tutti in questa vicenda, si è invece prodigato per tutti in quei giorni difficili, i cittadini e gli amministratori con i quali si coordinava e collaborava. Ci sono mail delle 5.30 del mattino e della mezzanotte dello stesso giorno, questa persona lavorava 12-15 ore al giorno per far fronte alle situazioni che gli venivano sottoposte...», ha detto Rossi.

Il legale ha voluto analizzare puntigliosamente anche gli appalti prima alla ditta di Augusto Bianchini e alla ditta Ios del figlio Alessandro (come le urbanizzazioni provvisorie delle scuole e del municipio), spiegando che i rapporti con quella ditta erano trasparenti come con qualsiasi altra ditta da tempo fornitore del Comune, in un momento in cui tutti erano impegnati nella ricostruzione. «Cosa ne poteva sapere il mio assistito se lo sconosciuto Bolognino si era presentato in un cantiere della Bianchini?», ha in sostanza detto Rossi, smentendo ogni legame con la cosca, annunciando richieste di risarcimento danni a chi ha lasciato Gerrini in questa situazione e chiedendo con forza la assoluzione.

In mattinata, in videoconferenza dal carcere di Opera a Milano, era stato sentito anche il boss Nicolino Grande Aracri: «Io questo Giuseppe Giglio non lo conosco, non l’ho mai visto… non so chi sia. Per me i pentiti sono tutti “sbugiardati”, dicono falsità. E poi la gestione di questi soggetti è uno schifo», ha detto invitando i suoi avvocati a presentare «querele contro i giornalisti» e dicendo, sostenuto dall’arringa dell’avvocato Viscomi, che in questo processo «io non c’entro niente». (ase)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google