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Aemilia, la Bassa si sblocca Primo incontro con i legali

Aemilia, la Bassa si sblocca Primo incontro con i legali

Ieri a Medolla gli avvocati De Biase e Sacchetti in commissione di garanzia Il centrodestra: «San Felice non gli aveva detto della montagna di amianto»

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MEDOLLA. La Bassa si costituirà parte civile al dibattimento del processo Aemilia, che apre a Reggio il 23 marzo, aggiungendosi al Comune di Finale e alla Provincia di Modena che lo avevano fatto con l’opportuna tempestività, all’udienza preliminare.

Resta in sospeso l’ammissibilità per i danni ambientali dell’Unione Area Nord (che potrà provare a puntare sul danno di immagine patito dall’infiltrazione dell’associazione mafiosa). E sono diversificate le possibilità di costituirsi in tempo sulle varie tematiche del processo: di fatto persa quella contro i boss della ’ndrangheta all’Emiliana, che hanno tutti (tranne uno) chiesto l’abbreviato. Salva a metà quella contro gli associati (20 sono rimasti all’abbreviato che si conclude in questi giorni, 30 e più saranno al dibattimento di Reggio). Più concreta in linea teorica quella di costituirsi contro i danni ambientali, poichè solo uno dei potenziali imputati-bersaglio dei Comuni ha chiesto l’abbreviato. Passaggi tecnici, che l’avvocato Valeria De Biase e la sua collega Stefania Sacchetti hanno provato a spiegare ieri alle Commissioni Controllo e garanzie dei Comuni riunificate a Medolla.

C’erano i sindaci di San Felice Silvestri contre tre fedeli consiglieri comunali, il sindaco di Mirandola Benatti con in consigliere Dotti, e il sindaco di Concordia Prandini. C’erano anche i segretari comunali ed esponenti delle minoranze, i quali hanno così potuto interloquire con i legali, dopo trucchetti istituzionali, sviamenti e polemiche che hanno infiammato il clima di queste settimane.

Ne è scaturito un confronto utile, anche perchè si è appreso (tranne che per Concordia, il cui sindaco si era già confrontato con l’avvocato de Biase) che era il primo incontro, a distanza di qualche settimana delle delibere di incarico. De Biase si è subito messa a disposizione, ha fatto il punto della situazione processuale, ha spiegato che lavorerà per concretizzare la costituzione dell’Area Nord ma ha chiesto ai sindaci di farsi parte attiva, producendo documentazione sui danni effettivi ed ambientali del territorio. Giganteschi, è noto, quelli di San Felice (decine di milioni di euro) che si è costituita per ultima, peraltro dopo una vicenda farsesca. Sulla quale il sindaco Silvestri ha tagliato corto; «Abbiamo deciso di costituirci unitamente agli altri enti locali», ha risposto due volte alle sollecitazioni.

Sul tema si registra il solo comunicato del centrodestra, a firma Platis e Lorenza Borsari: «Durante l’audizione - commentano - ci sono stati passaggi tragicomici. Ad esempio, l’Amministrazione di San Felice non aveva ancora avvertito il legale della mancata bonifica della montagna di amianto cresciuta nel dopo sisma. I costi per disinnescare questa bomba ambientale sono stimati in circa 15 milioni ed è ovvio che bisogna evitare che siano sborsati dal Comune guidato da Silvestri. Proprio il sindaco, in commissione, ha dichiarato di non avere fatto ancora una perizia in merito e non ha quindi un conto preciso dei costi. L’avvocato De Biase ha saggiamente invitato i sindaci ad effettuare la rendicontazione degli effettivi danni e costi sostenuti».

Il sindaco ha in effetti paventato l’opportunità di una perizia per quantificare i danni.

«Finalmente - attacca il centrodestra - la tanto sbandierata favola della costituzione a parte civile “già fatta prima di tutti” è caduta. Del resto, come sempre, le bugie hanno le gambe corte. Silvestri ha ammesso che il procedimento avviato a Modena dall'avv. Mariani per i reati ambientali non ha portato alla costituzione a parte civile del comune di San Felice al processo Aemilia, anzi questo processo si è già chiuso e non ha portato a niente... (e pensare che si sono costituiti a questo processo quando il processo Aemilia era già noto e avviato ….). Anche in questa occasione - incalzano concludendo Borsari e Platis - è stata messa in luce la superficialità con cui gli enti locali della Bassa affrontano il tema della lotta alla mafia».

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