Gazzetta di Modena

Modena

Caos nella sanità: vietato vedere esami di ospedali diversi

Caos nella sanità: vietato vedere esami di ospedali diversi

Da domani un paradosso della legge sulla privacy rischia di paralizzare Policlinico, Baggiovara e Sassuolo

2 MINUTI DI LETTURA





«Da domani non sarà più possibile per i professionisti sanitari che lavorano nelle tre aziende del territorio provinciale - Ausl Modena, Policlinico di Modena e Ospedale di Sassuolo SpA - visualizzare i dati sanitari dei propri pazienti prodotti nelle aziende diverse da quella ove lavora. Per dirla in termini semplici: un Medico che lavora all'ospedale di Sassuolo e che si trovi a visitare un paziente che abbia eseguito indagini diagnostiche a Baggiovara, non potrà visualizzarne il referto».

È questo il grido di dolore dell’assessore alla Sanità e ai Servizi Sociali, Giuliana Urbelli, che ha consegnato sulla sua pagina Facebook l’istantanea di una fotografia che a partire da domani potrebbe paralizzare l’intero sistema sanitario modenese.

A dar voce al panico serpeggiante tra i camici bianchi (e non solo loro) è il sindacato dei medici ospedalieri, Anaoo, che con i suoi 560 iscritti rappresenta la parte maggioritaria di chi lavora negli ospedali.

«Capiamo che può sembrare incredibile - spiega Vincenzo Pulitanò, coordinatore provinciale di Anaoo Assomed - ma da domani se voglio accedere alla scheda sanitaria del paziente devo ogni volta richiedere le credenziali sulla privacy, le autorizzazioni del malato, inserirle nel sistema e quindi, dopo l’omologazione, posso trovare quello che mi serve. L’alternativa è quella di ordinare esami necessari magari già fatti di recente: si può immaginare con quale aggravio di spesa per il sistema sanitario».

«Si può immaginare la conseguenza di un simile provvedimento dettato dal garante della Privacy? - aggiunge a distanza la Urbelli - Noi infatti ci siamo mossi sulla base di due distinte deliberazioni che cerchiamo di rendere omogenee alle nostre banche dati su cui, per essere chiari, abbiamo lavorato per dieci anni. E adesso invece si torna indietro».

«Il motivo di tutto questo sarebbe - scrive in una nota il segretario Anaoo, Giampaolo Papi - il recente intervento del Garante della Privacy, il quale ha chiarito che il Dossier Sanitario Elettronico può essere costituito unicamente presso ciascun titolare del trattamento dei dati: più titolari del trattamento non possono condividere le informazioni contenute nei rispettivi dossier».

Appunto, il Garante. Siccome Modena è stata l’unica Ausl a porre il problema essendo tra le pochissime con banche dati unificate di aziende sanitarie diverse, da Roma è partito il diktat che bacchetta il lavoro fatto. «È difficile da accettare ma è così - ammette Licia Petropoulacos - Il Garante ha dato disposizioni tassative. E a Modena, dove l’integrazione è avanti, non avrebbe questi problemi se non avesse fatto nulla. I dati sarebbero, come nel resto d’Italia, consultabili senza problemi».

Saverio Cioce

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google