Modena, i nomadi occupano la casetta “fantasma” a Cave Rubbiani
In Stradello Cave Rubbiani la famiglia di nomadi che ha comperato un terreno agricolo vicino all'argine del Panaro è andata a vivere nel prefabbricato che ha portato da sé nei giorni scorsi. Il vicinato è sempre più preoccupato e continua a chiedere alla polizia municipale di Modena, informata di tutto, se le modalità di questo insediamento sono regolari ma non arrivano risposte
MODENA. «Ci domandiamo come sia possibile che un insediamento avvenga in modo così illecito e allo stesso tempo alla luce del sole e nessuno faccia niente. Cosa fanno le autorità per verificare cosa succede? La polizia municipale, che ci riceverà nei prossimi giorni, sa tutto, ha visto, è avvisata e non fa nulla per impedire che una famiglia si insedi in questo modo», spiega un professionista preoccupato residnete nella zona.
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L'INSEDIAMENTO FINALE. Siamo di nuovo in Stradello Cave Rubbiani, vicino a Collegara, a due passi dall’argine del Panaro. Ci troviamo ancora una volta nei paraggi del campo agricolo comperato da una famiglia di nomadi. Avevamo parlato della roulotte messa in fondo vicino a una tettoia. Pochi giorni fa abbiamo documentato l’arrivo piuttosto avventuroso di una casa prefabbricata portata su un carrello trainato da una auto. Il prefabbricato è caduto alla curva prima di entrare nella proprietà e rimasto a lungo intraversato tra la strada e il canale. Ieri una famiglia composta da genitori e tre figli si è insediata. Dall’auto ha scaricato numerosi oggetti per tutto il pomeriggio allestendo il prefabbricato. È evidente che è la loro casa.
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TRE MESI DI ABUSIVATO? Tutto questo è avvenuto da novembre ad oggi. È stato tre mesi fa, infatti, che i residenti sparsi in questo borgo a ridosso del Panaro, vicino alle casse d’espansione, hanno saputo con loro totale meraviglia una notizia del tutto inattesa: una donna nomade aveva comperato un terreno agricolo in vendita da tempo pagando 70mila euro. Per alcune settimane il terreno è rimasto nudo. Poi qualcuno ha portato due roulotte mettendole in fondo vicino a una tettoia. A questo punto sono scattati i controlli ed è risultato che su quel terreno non c’è alcun permesso abitativo o costruttivo.
Dopo che una roulotte è stata portata via, è arrivato il giorno del “trasloco”. Il prefabbricato è apparso all’improvviso un pomeriggio su un carrellino trainato da un’auto. Toglierlo dalla strada è stato lungo e laborioso, poi è stato messo nel terreno sotto gli occhi della polizia municipale.
Ma poi non è accaduto nulla. Ieri si sono presentati i proprietari del prefabbricato: la famiglia ha scaricato tutto ciò che occorreva per renderla abitabile e lo ha occupato come un’abitazione qualsiasi.
IL SILENZIO DELLA MUNICIPALE. Tanti residenti si sono chiesti ancora una volta se un simile insediamento si può fare in questi termini. Ma ieri non si è visto nessuno, tanto meno la polizia municipale. «Il problema è che ora questa famiglia si sta insediando a tutti gli effetti e rischiamo di andare all’incontro con il comandante Franco Chiari a cose fatte - spiega il professionista - prendere possesso di una casa, non è possibile in questi termini. Si fa così a mettere su casa? Devono darci risposte».
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