Gazzetta di Modena

Modena

Morde mano a commessa a Modena: condannato mendicante

di Carlo Gregori
Morde mano a commessa a Modena: condannato mendicante

Scoperto a rubare alla Lidl, ha reagito: 15 giorni di prognosi alla dipendente Per lui 8 mesi e l’obbligo di cambiare città, ma torna subito in viale Amendola

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Il giudice lo aveva appena condannato a otto mesi di carcere con divieto di dimora a Modena. Doveva allontanarsi. Invece, solo tre ore dopo è tornato nei paraggi del “luogo del delitto” restandoci e mostrando il foglio di condanna agli amici come se niente fosse.

Un accattone romeno. Protagonista di questa bravata in spregio alla legge è un noto accattone romeno, un alcolista spesso aggressivo che si incontra agli incroci della città. È un nomade cinquantunenne che pare molto più vecchio della sua età, barba scura capelli arruffati e un cappottone sformato. È frequente notarlo ubriaco mentre chiede con insistenza soldi agli automobilisti fermi al rosso.

In azione al Lidl. L’altro pomeriggio l’accattone molesto si trovava all’interno del supermercato Lidl di viale Amendola per fare “scorta” di beveraggi. Ha preso tre lattine di birra dallo scaffale frigo e le ha infilate sotto il cappottone. Una dipendente Lidl l’ha visto rubare la merce e lo ha avvicinato intimandogli di restituirla. D’altra parte il nostro uomo è un volto noto nella zona perché è uno dei più conosciuti tra gli sbandati che vivono tra il vialetto ciclabile dietro Palazzo Prora e l’incrocio di via Giardni. Per tutta risposta ha aggredito con violenza la dipendente sferrandole un pugno. Ma siccome la donna non mollava la presa, le ha afferrato il braccio e le ha morsicato la mano in profondità. Poco dopo è arrivata una pattuglia della Squadra volante della polizia che l’ha arrestato con l’accusa di rapina impropria.

Portata in ospedale. La dipendente è stata visitata al pronto soccorso: le hanno refertato una prognosi di 15 giorni per la grave morsicatura alla mano.

Ubriaco ed aggressivo. L’aggressore ieri mattina è comparso davanti al giudice per il processo con rito direttissimo. Visibilmente ubriaco e con toni aggressivi, ha fatto fatica a rispondere adeguatamente alle domande perché - anche se abita in Italia da tanti anni ed è a Modena almeno da quattro - non parla quasi in italiano. Al termine dell’udienza il giudice ha convalidato l’arresto imponendo come misura cautelare il divieto di dimora a Modena. Non solo: lo ha condannato a otto mesi che potrebbero presto diventare esecutivi.

"Espulso", se ne infischia. Ma l’accattone è uscito dal tribunale e poco dopo è tornato dietro Palazzo Prora. Nel vialetto ha mostrato i documenti forniti dal tribunale agli amici. Documenti giudiziari che su di lui non hanno avuto alcune effetto (come si nota dalle nostre fotografie scattate dopo le 15.30 in quel luogo) perché è rimasto lì incurante del fatto che non poteva stare a Modena. A suo carico c’era già sicuramente un foglio di via da Modena del quale se ne è infischiato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google