Gazzetta di Modena

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bronchite dopo l’interruzione di energia elettrica e gas

Si aggravano le condizioni del neonato cardiopatico

A una settimana dalle dimissioni dell’ospedale il piccolo Andrea (nome di fantasia), due mesi di vita, ha ancora la casa fredda e con forniture di elettricità al minimo. E da ieri ha anche la...

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A una settimana dalle dimissioni dell’ospedale il piccolo Andrea (nome di fantasia), due mesi di vita, ha ancora la casa fredda e con forniture di elettricità al minimo. E da ieri ha anche la bronchite che si aggiunge all’operazione al cuore poco dopo la nascita e ai farmaci che prende da quando è venuto al mondo per una grave cardiopatia congenita.

La stufa elettrica, responsabile del sistematico blackout, è praticamente inutile anche nel piccolo bagno dell’alloggio popolare dove abita e dove la madre lo cambia. Lo stop alla fornitura dell’elettricità è arrivato dall’azienda fornitrice, Green Network, ed Hera, proprietaria dei contatori, ha immediatamente eseguito. Una volta saldati i 122 euro dell’unica bolletta non pagata la madre sperava in un sollecito riallaccio della fornitura. Invece è arrivata una bassa fornitura di energia elettrica perchè non risultava pagata la bolletta da 122 euro del gas. Punto a capo e casa sempre fredda per tutta la famiglia: i watt forniti sono appena sufficienti a fare andare il frigo, dove ci sono i medicinali, e la macchinetta attaccata alla mano del bebè che misura la presenza di ossigeno nel sangue.

Morale: venerdì sera, 19 febbraio, la parrocchia ha materialmente anticipato i 117 euro alla signora Emanuela (il suo nome è di fantasia come quello del figlio per ragioni di riservatezza) che verranno saldati a ore dal Comune. Quanto alla fornitura di gas bisognerà vedere quando si sveglia Green Network la settimana prossima e dà l’ordine a Hera, che dal canto suo non ha anticipato nessuna fornitura.

Eppure, secondo il Comune, quando scattano ragioni umanitarie o sanitarie, come nel caso dei minorenni malati da accudire, scatta il divieto di distacco delle forniture essenziali, come in questo caso.

L’accordo rimasto lettera morta. «Da quando è nato il bimbo - racconta la madre - le sue condizioni sono apparse a rischio. Al Sant’Orsola di Bologna, dove eravamo ricoverati sino al 7 febbraio, hanno deciso subito per un intervento di angioplastica al cuore; i giorni successivi sono serviti per tenerlo sotto osservazione e poi in convalescenza. Tornata a casa ho trovato la cartolina della raccomandata di Green Network: il giorno dopo l’ho ritirata, ho letto del mancato pagamento, e il giorno dopo sono corsa a pagare con gli ultimi soldi rimasti. Non è servito a nulla». (s.c.)

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