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Si spacciano per l’azienda Edil 73 e tentano la maxi-truffa: presi

Si spacciano per l’azienda Edil 73 e tentano la maxi-truffa: presi

Fanno ordine da 15mila euro ad un’altra ditta, che contatta i veri titolari sassolesi e scatta la trappola Un carabiniere si finge l’addetto alla consegne e incastra la banda: l’autista denunciato è di Modena

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Si è presentato a caricare la merce che intendeva prendere senza poi pagarla ma all’appuntamento ha trovato il maresciallo dei carabinieri che l’ha arrestato. È finita in questo modo l’avventura di un quarantenne di Correggio che, insieme ad altri, tra cui un autista di camion di Modena, aveva tentato una truffa da 15mila euro ai danni di un’azienda di San Polo d’Enza, nel reggiano.

La truffa consisteva in questo: il 40enne aveva telefonato alla ditta di San Polo ordinando 590 gabbioni metallici. Non aveva però fornito il proprio vero nome, ma aveva speso quello di una nota azienda edile di Sassuolo, la Edil 73, specializzata nella vendita e il noleggio di macchine ed attrezzature edili da cantiere e per l’assistenza delle attrezzature.

La primi ad insospettirsi è stata l’impiegata dall’azienda di San Polo, che ha contattato l’impresa di via Pacinotti. Ma a Sassuolo, nell’imponente sede di quasi 6mila metri quadrati dove sono allestiti il magazzino e la sala mostre, sono caduti dalle nuvole: nessun ordine era mai partito da lì. Cosa fare? La scelta dei titolari è stata quella di non lasciar correre, ma di rivolgersi ai carabinieri per denunciare il tentativo di truffa. Ne è scaturito un viaggio congiunto nella caserma di San Polo dove hanno spiegare cosa stava accadendo. Ai i truffatori è stata quindi tesa una trappola, l’unica soluzione per cogliere in flagranza la banda.

Verso le 17.30 di venerdì, nel piazzale dell’azienda di San Polo si è presentato un camionista, che però non riusciva a caricare la merce perché aveva un peso troppo elevato rispetto alla portata del camion a disposizione. A causa dell’inghippo i carabinieri sono dovuti intervenire anticipatamente e lo hanno fermato: si tratta di un 62enne di Modena, accompagnato in caserma. Il piano operativo è quindi stato cambiato in corso, ma la fantasia utilizzata dai militari ha dato i frutti sperati.

Perché i complici, insospettiti dal mancato arrivo dell’autista, hanno tentato di contattarlo telefonicamente. Ha risposto però il maresciallo dei carabinieri che, spacciandosi per un addetto della ditta di reggiana, e dicendo che il camionista aveva dimenticato il cellulare negli uffici, ha spiegato il problema del camion troppo piccolo.

A quel punto il truffatore (che poi si è rivelato essere il 40enne di Correggio) ha annunciato che sarebbe arrivato lui con un camion più grosso. E così è stato. Solo che a carico completato, da pagarsi con ricevute bancarie a 30 e 60 giorni, all’uscita dall'azienda è stato fermato dai carabinieri, che l’hanno arrestato per truffa.

Si ritiene però che non fosse lui la vera mente dell’organizzazione tanto che adesso i militari stanno indagando per identificare il capo. Tutti dovranno rispondere anche di sostituzione di persone per avere speso il nome della Edil 73 di Sassuolo.

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