Una sala multimediale per i ciechi
Il dono del Rotary Modena all’Uici: uno spazio attrezzato ad alta tecnologia per diffondere cultura
La cultura dev'essere per tutti, non una prerogativa di alcuni. È il messaggio lanciato ieri mattina durante l'inaugurazione della nuova sala conferenze multimediale donata dal Rotary di Modena all’Uici (Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti), la onluso di via Don Milani. Un taglio del nastro alla vigilia della Giornata nazionale del Braille, che si celebra oggi. «È stato allestito questo spazio - ha spiegato Ivan Galiotto presidente Uici di Modena - che ha come particolarità la diretta video in streaming on-line».
Nel progetto finanziato dal Rotary Club Modena la sala è attrezzata di videoproiettore, radiomicrofoni, mixer amplificatore, diffusori audio, schermo per proiezione e videocamera. Cosa significa per l'associazione poter disporre di uno strumento così? «È un ulteriore passo verso la creazione del “Centro di cultura accessibile” - ha risposto Galiotto - che restituirà il diritto allo studio, alla cultura e all'inclusione sociale, spesso poco fruibili per un cieco». Uici di che cosa si occupa? «I cittadini - ha spiegato il presidente - si possono rivolgere all'associazione per svariati servizi. Ad esempio le visite oculistiche, il servizio di patronato attivo già da due anni e i libri parlati, il gruppo sportivo per non vedenti, sono solo alcune delle attività».
Quante persone si rivolgono a voi? «Innanzitutto - ha precisato Galiotto - non c'è l'obbligo di iscriversi perciò i numeri esatti non li sappiamo. Attualmente ci sono circa 280 iscritti, ma sono una minima parte».
Il volontariato è una parte fondamentale dell'Unione. «Assolutamente e sul territorio locale - ha sottolineato il presidente - siamo molto contenti. Ci sono una decina di volontari all'attivo e venti donatori di voci nel centro distribuzione del libro parlato. All'anno distribuiamo 12mila titoli».
Durante l'inaugurazione tanti ospiti, alcuni anche a quattro zampe. «Ho imparato a muovermi prima col cane guida - ha raccontato Chiara Tirelli, presidente Uici Reggio - che col bastone. Il cane è molto socializzante. Bisogna avere un buon senso pratico per spostarsi con loro, ma sono molto utili, anche se l'impegno è tanto. Dopo dieci anni di lavoro ho mandato in “pensione” il cane che avevo prima, è rimasto con la mia famiglia. Ora c'è Ettore, un labrador con un carattere straordinario».
A chi si deve fare richiesta per avere i cani guida? «Alle scuole di addestramento - ha risposto Emanuele, il marito di Tirelli - in Italia non ce ne sono tante e il costo finito di questi cani si aggira attorno ai 12-13mila euro, ma non sono a carico delle famiglie. L'iter per averli è lungo e bisogna rispondere a dei requisiti. Il cane poi non dev'essere affetto da displasia alle anche e deve avere un buon carattere»
Martina Stocco
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