Ospedali modenesi, esami oscurati dal garante «Assurdo e pericoloso»
Il sindaco di Modena Muzzarelli all’attacco sul caso Baggiovara e Policlinico: «Così si fanno solo passi indietro, è un vero paradosso. Porteremo questo caso all’attenzione del Parlamento per rispetto dei pazienti»
MODENA. Nell’epoca dell’unificazione dei due ospedali Baggiovara e Policlinico, sentirsi dire dal garante della privacy che per far comunicare le due strutture non basta la volontà di dare un migliore servizio ai pazienti, ma serve un altro quintale di carta inutile, è oggettivamente troppo.
E mentre i due ospedali dovrebbero diventare una cosa sola, da ieri sono invece tanti e diversi gli inghippi che si creano e di manifesteranno a più riprese, sempre a spese dei cittadini, in questo caso anche pazienti. Diventa impossibile leggere un esame da un ospedale all’altro come era stato denunciato dai medici nei giorni scorsi, al loro fianco anche l’assessore alla sanità Giuliana Urbelli, ieri Gian Carlo Muzzarelli ha provato a dare il colpo di grazia.
«Il rispetto del recente provvedimento del Garante della privacy fa compiere alla sanità modenese un passo indietro, rappresenta un evidente spreco di tempo e risorse per professionisti e pazienti, ma soprattutto si rischia la tempestività delle cure e delle prestazioni», ha detto ieri Muzzarelli, in qualità di presidente della conferenza sanitaria territoriale e quindi portavoce di tutti i sindaci. D'ora in poi, quindi, non sarà più possibile per i professionisti sanitari che lavorano nelle tre aziende del territorio provinciale - Ausl di Modena, con l'ospedale di Baggiovara, Policlinico di Modena e l'ospedale di Sassuolo - visualizzare i dati sanitari dei propri pazienti prodotti nelle aziende diverse da quella ove lavorano, perché tecnicamente i sistemi informatici ospedalieri devono essere separati a tutela della privacy.
«La sanità modenese - ha affermato Muzzarelli - ha compiuto uno sforzo enorme in questi anni per avere uno strumento informativo in grado di condividere in tempo reale dati e precedenti clinici, una opportunità fondamentale e innovativa per garantire diagnosi e cure tempestive nell'interesse dei pazienti. La consultazione dei dati sanitari è strumento di grande rilevanza soprattutto nei casi in cui il paziente incosciente non è in grado di fornire informazioni della sua storia sanitaria».
L'unico strumento disponibile ritenuto legittimo per la condivisione dei dati clinici sarebbe il Fascicolo sanitario elettronico, «uno strumento che allo stato attuale - aggiunge Muzzarelli - non risulta ancora completamente implementato».
La Conferenza, quindi, sollecita e sostiene l'azione delle Aziende e della Regione allo scopo di individuare tempestivamente una soluzione al problema.
Non pensa che sia un paradosso rispetto al progetto di unificazione Policlinico/Baggiovara?
«Certamente si tratta di un paradosso che comunque con l'unificazione dei due ospedali sarà superato. In ogni caso contiamo che si possano risolvere i rischi di disservizi ed eventuali problemi di efficienza e conoscenza che potrebbero emergere. La salute e l'efficacia delle diagnosi e delle cure tempestive viene sempre al primo posto e su questo le nostre strutture sanitarie dovranno dare ampie garanzie».
Di fatto cosa succederà da oggi a chi viaggia tra diversi ospedali?
«In pratica un medico del Policlicnico che visita un paziente che in passato ha eseguito indagini diagnostiche a Baggiovara non potrà visualizzare il referto a meno che la documentazione sanitaria non sia messa disposizione dal paziente stesso. Va bene tutelare la privacy ma al tempo stesso si deve assicurare il pieno utilizzo da parte delle strutture sanitarie pubbliche della rete informatica che, tra l'altro, a Modena abbiamo sviluppato negli anni con ingenti investimenti. Tutto questo è assurdo e va risolto».
La Regione non può essere parte in causa in questa battaglia?
«Certamente, la Regione è già impegnata attraverso un apposito tavolo tecnico a trovare una soluzione coinvolgendo se necessario anche il Parlamento per assicurare l'accesso alle conoscenze fondamentali per garantire la qualità e la tempestività delle prestazioni sanitarie».
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