Evade per minacciare la moglie, arrestato
Novi. Era ai domiciliari per maltrattamenti, si ripete e poi fugge. Atteso al varco dai carabinieri
NOVI. Michele ha 45 anni, ed una carriera sociale un po’ difficile alle spalle, fatta di parecchi incontri con la giustizia.
Michele da qualche tempo era agli arresti domiciliari a Novi, presso la casa di un parente, peraltro a poche centinaia di metri dalla casa dove abita la sua famiglia, moglie e figli. A casa del parente il 45enne c’era finito perchè in carcere è altrettanto difficile andare. Ma nella casa della moglie e dei figli proprio non ci poteva più stare, dopo botte e maltrattamenti vari degli ultimi anni che avevano reso la situazione illegale ed esplosiva.
Michele è stato arrestato dai carabinieri di Novi l’altra notte, nel corso della seconda evasione di giornata: era a zonzo per le strade di Novi, invece di essere a casa del parente.
Michele, sempre lui, i carabinieri lo attendevano evidentemente al varco, dopo che qualche ora prima, nel pomeriggio di sabato, aveva pensato bene di fare una delle sue incursioni a casa della ex moglie, per rinnovare a parole e fatti le loro movimentate disquisizioni.
Così, quando è giunto a destinazione, l’uomo ha pensato di rifilare ogni tipo di calcio-cazzotto alla porta della casa, per farsi largo con annessi improperi e minacce, che la donna ha prontamente evitato di denunciare. Ma che, quando se l’è vista davvero brutta, non le hanno certo impedito di chiamare i carabinieri al telefono, per chiedere aiuto.
I militari - sabato pomeriggio - sono arrivati che Michele aveva appena fatto in tempo a dileguarsi, per una ritirata “tattica”. Lo hanno infatti trovato a casa del parente “di cui sopra”, dove si era prontamente rifugiato simulando - nonostante le evidenti tumefazioni da cazzotto alla mano - che di lì non si era mai allontanato: “Per carità, si figuri se maio io..., marescià, io sono una persona di parola, non mi sono mosso di qua... glielo posso assicurare...”. Ci avrà provato così il Michele, a mettere le cose a posto. Diciamo che i carabinieri gli hanno voluto credere, ma che sono rimasti a “tiro”.
Ed eccolo, calate le ombre della notte, a girare in bicicletta per Novi, nell’ora d’aria che si era autoconcesso. E magari, così a sensazione, poteva essere accaduto ancora. Fatto sta che sono scattate le manette, per evasione.
Ieri mattina Michele è comparso così davanti al giudice del Tribunale di Modena. Il quale questa volta, su conforme istanza della Procura, ha deciso che Michele avesse meritato un posto in carcere. Dove è stato condotto. (a.setti)
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