Il futuro dell’ex Sipe resta ancora un mistero
Spilamberto. Il sindaco Costantini prende le distanze dalla proposta di Lamandini per aprire un tavolo di confronto pubblico e individuarne la destinazione d’uso
SPILAMBERTO. «Oggi è molto prematuro parlare di cosa si potrà fare nell’area dell’ex Sipe, anche perché con la sentenza del Tar si è chiuso solo un capitolo, non l’intero libro. Ringrazio il presidente dell’Asppi e dell’Atc Mo2 (Francesco Lamandini, ndr) per i suggerimenti, ma ciascuno deve fare il suo lavoro». All’indomani delle dichiarazioni rilasciate alla Gazzetta da Francesco Lamandini, ex sindaco di Spilamberto e appunto attuale presidente dell’Asppi (associazione piccoli proprietari immobiliari) e dell’Atc (ambito territoriale di caccia) Modena 2, che invitava in sostanza Pd e amministrazione spilambertese ad aprire un tavolo pubblico di confronto e a chiarire il futuro degli edifici storici dell’ex Sipe (già di proprietà comunale, ma vincolati a quel piano particolareggiato che non è mai stato approvato), risponde per le rime l’attale primocittadino, Umberto Costantini. E, come si dice in gergo, Costantini “non la manda a dire”, replicando: «Anche se lo abbiamo ereditato da lui (Lamandini, ndr), ora il tema Sipe è in carico all’attuale amministrazione. (Lamandini) non si preoccupi: sarà nostro compito risolverlo, nell’interesse dei cittadini. Certo, anche il suo contributo potrà essere utile, avendo vissuto la vicenda in prima persona, ma non certo con queste modalità». Il primo cittadino spilambertese precisa poi: «Parlare adesso delle intenzioni dell’amministrazione sull’ex Sipe sarebbe fantapolitica, e io non intendo prestarmi a questo gioco. Innanzitutto l’area non è di proprietà comunale ma di un privato (la Green Village, ndr). Poi, ci stiamo ancora consultando coi nostri legali su come procedere. La situazione, insomma, oggi non è ancora chiara, anche dopo la sentenza del Tar». Dunque, se per operare all’interno dell’area ex Sipe i tempi sembrano ancora molto lunghi, il Psc dell’Unione potrà procedere in parallelo, arrivando finalmente all’approvazione?
Costantini è convinto che il Psc possa pienamente camminare con le sue gambe, senza il bisogno di attendere eventuali decisioni sulla Sipe. «
Non credo – aggiunge ancora Costantini – che il problema del Psc sia la Sipe. Le due questioni possono procedere in parallelo. Anzi, dopo 12 anni e centinaia di migliaia di euro spesi in consulenze, mi auguro che il Psc si chiuda il prima possibile. La lezione che mi auguro abbiano imparato tutti i protagonisti della vicenda Sipe – chiude Costantini – è la conferma che la politica, prima di fare accordi di questa portata, deve avere ben chiara la solidità, sotto ogni aspetto, dei soggetti con cui si siede al tavolo. Sul passato possiamo farci poco. Ora dobbiamo guardare avanti, facendo sempre più attenzione, perché il rischio di commettere errori è aumentato. Occhi aperti dunque e avanti col futuro».
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