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«La legge resti così, evitiamo stralci»

«La legge resti così, evitiamo stralci»

Senatore Vaccari, qual è la sua posizione a questo punto della discussione? «Quella di sempre. Sono tra i firmatari del ddl Cirinnà e a quel punto di sintesi avanzata rimango legato. Su quel testo,...

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Senatore Vaccari, qual è la sua posizione a questo punto della discussione?

«Quella di sempre. Sono tra i firmatari del ddl Cirinnà e a quel punto di sintesi avanzata rimango legato. Su quel testo, frutto di un lavoro in commissione Giustizia durato un paio di anni perchè osteggiato da tanti con 4 ddl presentati dal Pd, il gruppo mesi fa ha votato all’unanimità (tranne alcuni emendamenti con libertà di coscienza) dopo aver trovato una maggioranza diversa da quella di governo in commissione».

È giusto andare avanti?

«Ribalto la domanda: perché dovremmo fermarci? Siamo in ritardo di 70 anni e fanalino di coda in Europa che da 16 anni ci chiede di adeguare la nostra legislazione: il tempo è scaduto come ci ha ricordato molto bene la piazza di Milano domanica. Se l’obiettivo è portare a casa la legge serve l’unità del Pd. Martedì -oggi - alle 13 ne discuteremo con il segretario Renzi alla riunione del gruppo al Senato e mi auguro che non si arrivi ad una mediazione al ribasso che provocherebbe di certo una rottura pericolosa».

Come la pensa sull'utero in affitto?

«Sono contrario, in particolare se questo diventa sfruttamento del corpo della donna come “contenitore”, in condizioni di bisogno economico. Tutto ciò nel nostro Paese è vietato dalla legge 40 ma in altri Paesi nel mondo la pratica è autorizzata. Sappiamo anche però che la gestazione per altri è materia complessa e delicata, che incrocia anche il diritto alla genitorialità, sul quale non serve generalizzare giudizi e misure. La legge 40 è sicuramente migliorabile e in tal senso al Senato in commissione Sanità è già stato avviato l’iter di modifica. È quello il luogo giusto dove discuterne, anche rafforzando gli istituti sanzionatori di deterrenza. Con il ddl Cirinnà e la step child questo tema non c’entra nulla. Servirà invece un confronto sulla legge sulle adozioni per rivedere criteri di accesso e soggetti beneficiari».

Voterebbe la legge senza stepchild adoption?

«Senza la fiducia no di certo. E mi batterò assieme a tanti colleghi per evitare che succeda e al gruppo voterò contro ogni ipotesi con questo segno. Dico senza la fiducia perché da ieri se ne parla dopo l’intervento di Renzi all’assemblea del Pd. La fiducia su un maxi emendamento del governo che non la preveda, annacquando magari anche altre parificazioni al matrimonio per le unioni civili, sarebbe un fatto politico grave che il Partito Democratico e il Governo non si possono permettere. La fiducia a quel punto richiamerebbe ad un atto di responsabilità verso il Governo, ma sarebbe per molti sul piano politico ed etico un passaggio molto doloroso».

Boccerebbe anche lei gli emendamenti canguro?

«No, perché si tratta di emendamenti premissivi (in particolare quello a prima firma Marcucci) utili a togliere dal percorso della legge trappole e tanti altri emendamenti “balenghi” come li ha definiti la Littizzetto. Del resto se le opposizioni si attrezzano per impedire che la legge venga approvata anche il Pd adotta le sue contromisure».

Ai grillini che si sono tirati indietro cosa dice?

«Di guardare agli interessi del Paese e non a quelli di bottega del consenso al movimento. Un voltafaccia così dopo il percorso fatto in commissione con la Cirinnà non ha giustificazioni, se non per un mero calcolo elettorale».

A Giovanardi cosa dice?

«Di smetterla di strumentalizzare i bambini delle “coppie arcobaleno” e di occuparsi di più della violenza alle donne tra le mura domestiche visto che accade per il 92% dei casi. Chiedersi chissà due uomini con un bambino che cosa ci possano fare è triste e squallido, oltre che fuori dal tempo».

Davide Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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