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Unioni civili, lo scontro tutto modenese

In Senato si arriva alla stretta finale: tra i democratici si cerca una via d’uscita, ma l’intesa ha bisogno di alleati

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Cosa succederà alle unioni civili: andranno avanti con o senza stepchild adoption? Larghe intese di Governo o profonde spaccature in casa Pd? Sono le ore cruciali, e domani si torna in aula al Senato.

«Pensiamo che sia arrivato il momento di mettere fine al rinvio costante che c’è stato» sulle unioni civili. «Siamo dell’idea che si debba chiudere». Matteo Renzi ieri ha parlato alla stampa estera, ma le sue parole sono tutte per il Pd e per la maggioranza: «Il Pd non ha vinto le ultime elezioni e al Senato» e quindi, ha spiegato, «bisogna avere l’accordo di qualcun altro. C’era una prova d’intesa con il Movimento 5 Stelle che poi si è tirato indietro, ha cambiato idea e posizione. Oggi il problema è che non si vada avanti da nessuna parte e che il dibattito sia bloccato. Che sia la strada di un emendamento del governo o di un accordo parlamentare dobbiamo dare la certezza che la legge si faccia. Vediamo cosa deciderà il Gruppo del Pd in Senato, spero che in qualche giorno di dibattito parlamentare si possa chiudere il dibattito al Senato e poi andare alla Camera. Mancano 49 voti e se si tirano indietro gli altri l’accordo va fatto con altri», ha concluso. Già in mattinata il leader Ncd Angelino Alfano, aveva aperto alla proposta di dialogo avanzata anche domanieca dal presidente del Consiglio, ipotizzando una maggioranza parlamentare larga: «Se ci dovesse essere con il premier un accordo su un emendamento che riscriva il testo di legge sulle unioni civili con l’eliminazione delle adozioni e dell’equiparazione al matrimonio, si potrebbe votare con la fiducia».

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