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Zona Cialdini, l’eroina è di casa

Zona Cialdini, l’eroina è di casa

Una nuova giovane banda gestisce lo spaccio. Gara di solidarietà per Ahmetovic

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È tornato ieri “a casa” Aljia Ahmetovic, il senzatetto che staziona davanti alla Coop Cialdini, dimesso dall’ospedale di Baggiovara dopo le cure alla gamba fracassata a mazzate nella brutale aggressione di sabato sera.

Per lui subito una gara di solidarietà: c’è chi li ha regalato una poltrona e chi gli ha offerto cibarie e denaro. Lui ha raccontato che lo hanno aggredito in tre, che non erano italiani ma probabilmente maghrebini. Quanto ai motivi, gli stessi inquirenti propendono per una spedizione punitiva effettuata da spacciatori di droga che bazzicano la zona. Sul fronte indagini, purtroppo, non c’è la disponibilità di immagini di videocamere perchè la zona del pestaggio non è coperta.

I sotterranei di via Galaverna, come abbiamo raccontato, presentano tracce inequivocabili di consumo di droga. Stagnola scaldata per inalarsi l’eroina, siringhe e quant’altro. Da tempo, fanno sapere le forze dell’ordine, si è insediata nella zona del sottopasso Cialdini una banda di spacciatori di “nuova generazione”: si tratta di tunisini giovani, al massimo con qualche trentenne, che hanno costituito una banda, una specie di costola fuoriuscita dalla banda dei viali.

Sono specializzati nello spaccio di eroina e di cocaina: presso loro si riforniscono non solo i tossicodipendenti ma tutta la gamma degli acquirenti, giovani, professionisti, persone che possono spendere. I clienti arrivano in auto, il galoppino già istruito sull’ordinativo gira in bici e la consegna viene fatta in zona, nelle vie vicine al sottopasso.

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