Gazzetta di Modena

Modena

«Allarmismo inutile da parte del Comune: la legge è chiara»

di Davide Berti
«Allarmismo inutile da parte del Comune: la legge è chiara»

Le accuse di Muzzarelli rispedite al mittente: «È dannoso e privo di fondamento: c’è bisogno del consenso informato»

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L’affare si complica. Dopo la notizia dei referti oscurati tra diversi ospedali - a Baggiovara non si può più vedere quello che si fa al Policlinico - per via di un provvedimento in vigore da lunedì, dopo la dura presa di posizione del sindaco e dei colleghi di tutta la provincia, la notizia è arrivata fino a Roma, da dove il Garante della Privacy ha respinto le accuse al mittente. In sintesi: la legge è legge, non è il Garante che l’ha scritta, e come tale va rispettata.

Da Roma la risposta è lapidaria: «Si attribuisce al Garante privacy la responsabilità del fatto che i medici non possano più consultare i dossier sanitari dei paziente costituiti presso differenti strutture (asl, policlinico, ospedale). È bene innanzitutto precisare che non c'è stato alcun intervento specifico dell’autorità dal quale possa derivare il lamentato “blocco” di tale consultazione. La possibilità di accedere a tutti i dati relativi all'intera storia clinica di un paziente da parte di tutte le strutture sanitarie che lo prendono in cura può avvenire attraverso uno strumento diverso: il fascicolo sanitario elettronico, la cui realizzazione è demandata alle Regioni».

Le responsabilità, quindi, tornano su Modena (e Bologna), che evidentemente non è adeguata alla legge: «A differenza del fascicolo sanitario elettronico - continua il Garante - è il dossier sanitario che viene invece costituito presso una struttura sanitaria e raccoglie informazioni sulla salute di un paziente al fine di documentarne la storia clinica presso quella singola struttura. Le iniziative delle singole strutture sanitarie finalizzate alla condivisione delle rispettive banche dati devono tener conto della scelta fatta dal legislatore e quindi collocarsi nell'ambito del sistema Fse (fascicolo sanitario elettronico) che è in fase di implementazione sul territorio nazionale. Resta fermo che, ove diverse strutture sanitarie che intervengono nel percorso di cura abbiano necessità di consultare i documenti clinici, in formato elettronico, di pazienti affetti da particolari patologie (esempio la rete oncologica) l’accesso ai diversi dossier sanitari è possibile, previa acquisizione dello specifico consenso informato del paziente. L'inutile e dannoso allarmismo generato da parte di alcuni esponenti della sanità e delle amministrazioni locali, in questa circostanza, è totalmente privo di fondamento». Chiaro, no?

Insomma, se il Garante dice il vero, e non c’è motivo per pensare il contrario, prima di sbandierare ai quattro venti che Baggiovara e Policlinico si uniscono, Modena avrebbe almeno dovuto guardare un po’ meglio in casa propria. Poi è vero, stiamo parlando di burocrazia e non di sostanza, ma siamo sempre in Italia, che in quanto a burocrazia è maestra. Per fortuna non siamo di fronte a casi di malasanità, ma si deve fare attenzione a non favorire il caos per colpa di un pezzo di carta.

Se da lunedì, quindi, non è più possibile per i professionisti sanitari che lavorano nelle tre aziende del territorio provinciale - Ausl Modena, Policlinico di Modena e Ospedale di Sassuolo spa - visualizzare i dati sanitari dei propri pazienti prodotti nelle aziende diverse da quella ove lavora, resta solo una cosa da fare, al di là di proteste politiche o tecniche, anche legittime: adeguarsi o trovare una soluzione. Per dirla in termini semplici: un medico che lavora all’ospedale di Sassuolo e che si trovi a visitare un paziente che abbia eseguito indagini diagnostiche a Baggiovara, non potrà visualizzarne il referto, dovrà quindi firmare un consenso informato che permetta o la divulgazione, sempre e comunque, del fascicolo sanitario elettronico o il consenso per finalità di cura del singolo dossier.

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