Pagamenti, tessile in difficoltà
Nel Modenese è il settore con indicatori peggiori. Male l’edilizia
Euler Hermes, società del gruppo Allianz, ha condotto una ricerca sui trend dei pagamenti delle imprese italiane.
Dalla ricerca emerge che l’Emilia Romagna è tra le poche regioni con una crescita di entrambi gli indicatori dei mancati pagamenti, vale a dire il numero e gli importi medi. Sia gli importi medi che il numero dei mancati pagamenti infatti sono cresciuti alla stessa velocità: + 24%. A Piacenza, Bologna e Modena gli indicatori degli insoluti seguono il trend regionale. A Bologna esattamente è l’agroalimentare a segnare il passo con un forte aumento degli importi dei debiti non onorati insieme al comparto conciario e delle calzature. Nel Modenese è il tessile e abbigliamento a segnare difficoltà significative nei pagamenti mentre il settore che paga maggiormente la crisi è l’edilizia, in difficoltà già da alcuni anni. Nel Piacentino e nel Parmense in difficoltà meccanica e agroalimentare. A Reggio Emilia segnali di miglioramento per la meccanica e la chimica. Sempre in difficoltà l’agroalimentare.
A livello nazionale c’è un trend in miglioramento dei comportamenti di pagamento che si riflette nei giorni d’incasso di un credito che si sono assestati sotto la soglia dei 100 giorni, toccando quota 95. La previsione si presenta in miglioramento anche per il 2016: i giorni di incasso medi saranno 94, ma la soglia dei 60 giorni, stabiliti dalla Unione Europea per i pagamenti tra le imprese, è ancora molto lontana. L’agroalimentare e l’automotive sono i settori che hanno i tempi di pagamento più bassi. Anche i debiti scaduti sono calati del 16% grazie alle buone performance nei servizi, sistema casa e meccanica. Sul fronte insoluti, i mancati pagamenti tra le imprese hanno mostrato segnali di miglioramento con un decremento del 7% sull’ammontare totale.
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