Polisportiva di Albareto: «È dura ma noi non molliamo»
Un rilancio dei locali con una nuova pizzeria: «Con l’aggregazione si allontanano presenze sgradite»
Rinnovare la zona della polisportiva come risposta a degrado e insicurezza. È la sfida di chi non vuole lasciare Albareto sotto scacco. Nei locali a fianco del campo sportivo c’è scritto “Chiuso per cambio gestione”. All’interno il rinnovamento va avanti. L’obiettivo è essere pronti per domenica 29. Ci sarà la 28esima Corsa della Mimosa, che quest’anno si riveste dei colori della ricerca divenendo Modena Run4Rare. L’ambiente è ancora da sistemare. «Ci crediamo - afferma Gianluca Cassiodoro, titolare de Il Pizzavendolo - perché ci conoscono tutti. Se riesci a tenere dentro un po’ di persone magari le presenze sgradite si allontanano». «La città, di sera e di notte, deve essere viva - ha riconosciuto lunedì Flavio Tosi in Confcommercio - oltre che sicura». Un modo, ha rimarcato il sindaco di Verona, per incrementare la sicurezza. Lo stesso sperano nel locale. «Posso prendere un bastone e uno spray per difendermi - aggiunge Monica Musu - ormai entrano nelle case con le persone all’interno». «Servirebbe l’esercito - le fa eco l’uomo - con una camionetta posizionata davanti alla polisportiva. Ci stiamo informando per posizionare due telecamere esterne. Bisogna anche controllare chi entra nei locali. La polizia c’è, ma gira negli orari in cui non c’è nessuno, come quelli della mattina». L’idea di trasferire nuova energia alla zona sembra piacere anche a chi è stato duramente colpito nelle attività. Come Antonio Chiletti, co-titolare del caseificio della frazione. Lo scorso anno, tra novembre e dicembre, l’azienda ha subito prima un incendio e poi un furto. «Sicuramente le iniziative possono servire - riconosce Antonio - ma il problema grosso da risolvere che molte attività hanno chiuso o si sono trasferite. Le manifestazioni possono servire, se ci sono le telecamere ancora meglio». L’ultimo intervistato ha anche un suggerimento su dove posizionarle. «Andrebbero messe dove c’è la pista ciclabile - ha aggiunto l’imprenditore - perché è la principale via di fuga con il buio». L’attenzione dovrebbe essere per lui (come per altri) spostata ai “piani alti”. «Le forze dell’ordine cosa possono fare - ammette Antonio - se poi i ladri, una volta catturata, dopo mezz’ora sono fuori. Se però prendo il fucile è colpa mia». Anche per l’imprenditore l’ipotesi di chiamare l’esercito non è eccessiva. «Un’intimidazione in più», conclude. (g.f.)
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